In data 28 ottobre 2025 è stato sottoscritto il rinnovo del CCNL che disciplina il rapporto di lavoro domestico, che interessa colf, badanti, babysitter e altri profili del comparto relativo alla cura ed assistenza alla persona.
L'intesa viene siglata tra:
L'accordo riguarda oltre 800.000 lavoratrici e lavoratori regolari, in un settore in cui, come noto, il lavoro sommerso resta ancora molto diffuso.
Il nuovo contratto, codice CNEL H501, succede al precedente stipulato in data 8 ottobre 2020. Avrà validità triennale, dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028, ed è composto da 56 articoli complessivi.
Le principali novità riguardano soprattutto gli aumenti retributivi e la rivalutazione automatica dei minimi, ma anche alcune nuove tutele normative. Vediamole in sintesi, partendo da quest'ultime.
Parte normativa
In un contratto complicato per le motivazioni che analizzeremo alla fine, alcune novità sono particolarmente importanti.
Pensiamo in prima battuta alle tutele inserite per la prima volta per i lavoratori con figli o con familiari disabili. Nell'articolo relativo ai permessi viene stabilito il diritto ad un “pacchetto” di assenze retribuite per l'effettuazione di visite mediche documentate, per le incombenze legate al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare, ma anche per assistere parenti con grave disabilità certificata e per la tutela della maternità, paternità e genitorialità, dalle quali, fino ad oggi, il settore era escluso.
Il nuovo impianto normativo si concentra poi sul sistema della bilateralità di settore, con l'obiettivo di far crescere il sostegno ai lavoratori senza farne ricadere però tutto il peso sulle famiglie, in questo caso datori di lavoro. In questo senso il nuovo contratto prevede il rafforzamento del fondo Colf (organismo paritetico composto per il 50% dalle associazioni datoriali e per il restante 50% dai sindacati) e la gestione dei contributi di assistenza contrattuale a carico sia dei datori di lavoro che dei dipendenti, per aumentare i servizi e possibilmente per il futuro far accedere il personale ai piani formativi attuati dai fondi paritetici interprofessionali di cui all'art.118 L. 388/2000, al fine di certificare le competenze, rafforzando così la qualità del lavoro domestico.
Una curiosità: forse per la prima volta, vista la recentissima novità legislativa, viene inserita in contratto tra le festività nazionali e infrasettimanali (con tutto ciò che ne consegue a livello normativo e retributivo) la nuova festa nazionale del 4 ottobre, in cui verrà ricordato San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.
Parte economica
In un settore come questo, il focus è necessariamente concentrato sugli aumenti retributivi di lavoratori con retribuzioni tra le più basse d'Italia.
L'incremento complessivo è fissato in 100 euro lordi mensili, calcolati sul livello BS (badante per persona autosufficiente o baby sitter), da riparametrare per gli altri livelli di inquadramento.
Le somme saranno corrisposte secondo il seguente schema:
A tali valori va aggiunto quanto previsto da un'apposita clausola contrattuale che prevede un adeguamento automatico al costo della vita, secondo gli indici annuali Istat, peraltro aumentati dall'80 al 90% del valore relativo alla variazione del costo della vita.
Alcune considerazioni
Dal punto di vista dei lavoratori, il rinnovo rappresenta un passo avanti nel recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione e nel riconoscimento del valore sociale del lavoro domestico e di cura, attività sempre più centrali per la tenuta del welfare familiare.
Gli aumenti salariali determinano però un impatto non trascurabile sui bilanci delle famiglie datrici di lavoro. Secondo alcune stime, la spesa complessiva per una badante convivente di livello medio potrà crescere di circa 200-230 euro al mese. Rimangono comunque in vigore le agevolazioni fiscali, con detrazioni fino a 1.549,37 euro annui ed alcune deduzioni contributive.
Sul fronte contrattuale, sarà importante monitorare l'applicazione concreta delle nuove disposizioni, per garantire un aggiornamento costante delle tabelle retributive, anche in funzione dell'andamento dei prezzi.
Permangono alcune criticità strutturali: per esempio il lavoro nero, stimato ancora attorno al 50% del totale (quindi circa 800.000 ulteriori lavoratori non regolarmente registrati), che rischia di aumentare se i costi regolari diverranno insostenibili per le famiglie.
Non a caso, nelle dichiarazioni dei sottoscrittori dell'accordo, ci si concentra su due ulteriori aspetti:
Fonte: CCNL Lavoro domestico - Rinnovo 28 ottobre 2025
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