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La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con l'approfondimento del 28 novembre 2025, ha analizzato lo stato dell'arte tra giurisprudenza e aspetti operativi con riguardo al lavoro subordinato tra familiari, analizzando alcuni temi che i Consulenti del lavoro dovrebbero tenere in considerazione, quali, ad esempio, l'assoggettamento ai poteri datoriali, l'effettiva corresponsione della retribuzione o la convivenza.

Il lavoro subordinato familiare: il superamento della presunzione di gratuità

Per lavoro familiare si intende quello reso tra soggetti legati da vincolo familiare, in particolar modo nelle piccole realtà, la cui liceità è ormai ampiamente riconosciuta.

Dunque, grazie agli apporti della giurisprudenza più recente, la “classica” presunzione di gratuità, storicamente caratterizzante l'apporto lavorativo reso da parte del familiare, può essere superata provando l'esistenza della subordinazione.

Nel dettaglio, si era rilevato che, in presenza di indici oggettivi comprovanti la subordinazione, quali “l'onerosità della prestazione; la presenza costante presso il luogo di lavoro previsto dal contratto; l'osservanza di un orario (nella fattispecie coincidente con l'apertura al pubblico dell'attività commerciale); il “programmatico valersi da parte del titolare della prestazione lavorativa” (del familiare); la corresponsione di un compenso a cadenze fisse”, la presunzione di gratuità poteva essere vinta (Cass. 27 febbraio 2018 n. 4535).

In definitiva, il lavoro subordinato tra familiari, “anche parenti strettissimi” è lecito, purché sussista realmente la subordinazione, ovverosia un reale assoggettamento del familiare (lavoratore) ai poteri datoriali, oltreché siano identificabili i requisiti intrinseci del rapporto a prestazioni corrispettive. La sua genuinità, successivamente, ove richiesto e in ultima istanza, potrà essere dimostrata in sede di giudizio, mediante prova rigorosa, prendendo le mosse dalla giurisprudenza già esistente e più attinente sul tema.

La giurisprudenza sugli indici rilevatori della subordinazione

La giurisprudenza ha individuato alcuni utili elementi – utili anche per i Consulenti del Lavoro - ritenuti idonei per appurare l'esistenza della subordinazione tra familiari, in luogo dell'apporto affettivo e solidaristico, quali, ad esempio:

  • l'assoggettamento al potere direttivo–organizzativo e disciplinare altrui e conseguente inserimento nell'organizzazione aziendale;
  • l'onerosità e la forma della retribuzione;
  • la continuità della prestazione
  • l'osservanza di un orario e la forma della retribuzione.

Fonte: Approfondimento della Fondazione Studi del 28 novembre 2025

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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