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  • Tempo di lettura 6 min.

Il contribuente Tizio si era avvalso del diritto di usufruire delle detrazioni per lavori di ristrutturazione sull'unità immobiliare eseguiti dalla propria madre, poi ceduta in suo favore. Successivamente, a seguito del controllo formale della dichiarazione dei redditi, l'Agenzia delle Entrate emetteva nei confronti di Tizio la cartella di pagamento a titolo di maggiore IRPEF dovuta ed altro. Avverso il provvedimento, Tizio proponeva ricorso innanzi alle Corti Tributarie. In entrambi i giudici, i giudici di merito rigettavano il ricorso perché il bonifico degli importi per il pagamento dei lavori di ristrutturazione non era avvenuto nel rispetto della forma del c.d. bonifico parlante. Per le ragioni esposte, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione contestando il ragionamento dei giudici. Il trasferimento della detrazione nell'ipotesi della successione In generale, la variazione della titolarità dell'immobile sul quale sono effettuati gli interventi di recupero del patrimonio edilizio prima che sia trascorso l'intero periodo di fruizione della detrazione comporta, nei casi più frequenti, il trasferimento delle quote di detrazione non fruite. Per determinare chi possa fruire della quota di detrazione relativa ad un anno, occorre individuare il soggetto che possedeva l'immobile al 31 dicembre di quell'anno. Invece, in caso di acquisizione dell'immobile per s...

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di

Maurizio Tarantino

- Avvocato

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