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Dal 2 febbraio 2025 entra in efficacia il primo blocco di regole previsto dall’AI Act (Reg. UE 2024/1689). Si tratta dei primi 5 articoli del regolamento, dei quali, in verità, quello con più portata prescritti e conseguenze per aziende e pubbliche amministrazioni, è l’art. 5 relativo alle pratiche vietate, oltre che, ovviamente, alla definizione dell’ambito di applicazione della normativa. Partendo proprio da quest’ultimo punto è bene ricordare, infatti, che l’AI Act trova applicazione nei confronti dei fornitori che immettono o mettono in servizio sistemi di intelligenza artificiale o modelli di IA per finalità generali nel mercato europeo, nei confronti di loro importatori, distributori o rappresentanti autorizzati, verso i fabbricanti di prodotti che incorporano sistemi di IA distribuiti sul mercato europeo, nonché nei confronti dei deployer (ossia degli utilizzatori di detti sistemi o modelli). Tutto ciò sia se il soggetto sia stabilito in Unione Europea sia se si trovi extra-UE, e in tale ultimo caso anche qualora non vi sia una vera e propria immissione sul mercato ma anche il solo output prodotto dal sistema venga utilizzato in UE. A fronte dell’amplia portata applicativa del regolamento le regole che sono operative dal 2 febbraio 2025 riguardano le cd. pratiche vietate di intelligenza artificiale previste dall’art. 5 e la cui disciplina è stata ogget...

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