Come stabilito dall'art. 28 c. 1 DL 90/2014, l'importo del diritto camerale annuale come determinato per l'anno 2014 è ridotto, per l'anno 2015, del 3%, per l'anno 2016, del 40%, e, a decorrere dall'anno 2017, del 50%. In assenza di nuovi interventi normativi, la variazione del fabbisogno camerale è irrilevante ai fini della determinazione del diritto annuale 2025. Premesso ciò, con la nota del 18 dicembre 2024 n. 127214, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riportato le misure fisse del diritto annuale dovuto dalle imprese e dagli altri soggetti obbligati dal 1° gennaio 2025, di seguito riportate nel dettaglio. Misure fisse diritto annuale 2025 Imprese che pagano in misura fissa Sede Unità locale Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) € 44 € 8.80 Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria € 100 € 20 Imprese che in via transitoria pagano in misura fissa Sede Unità locale Società semplici non agricole € 100 € 20 Società semplici agricole € 50 € 10 Società tra avvocati previste dal D.Lgs 96/2001 € 100 € 20 Soggetti iscritti al REA € 15 - Imprese con sede principale all'estero Sede Unità locale per ciascuna unità locale/sede secondaria € 55 Si evidenzia che le predette misure sono state indicate nel loro importo esatto, mentre ai fini del versamento dell'importo complessivo da versare a ciascuna camera di commercio occorre, quando necessario, provvedere all'arrotondamento all'unità di euro (Nota MISE 3 marzo 2009 n. 19230). Per le imprese iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese le misure del diritto annuale sono le seguenti: per le imprese individuali: € 100 (sede), € 20 (unità locale); per tutte le altre imprese: gli importi variano in base all'aliquota applicabile per lo scaglione di fatturato. Fondo di perequazione, sviluppo e premialità Restano, al momento, confermate per l'anno 2025 anche le aliquote di prelievo del diritto annuale a carico di ciascuna camera di commercio: 3,9% sulle entrate da diritto annuale fino a € 5.164.569,00; 5,5% sulle entrate da diritto annuale oltre € 5.164.569,00 e fino a € 10.329.138,00; 6,6% oltre € 10.329.138,00. Sono, altresì, confermate, le percentuali di destinazione di tale quota: per il 50%, in favore delle camere di commercio che presentano un ridotto numero di imprese che determinano diseconomie di scala e/o condizioni di rigidità di bilancio definite sulla base di indicatori di carattere economico-finanziario; per l'altro 50%, in favore delle camere di commercio e, per specifiche finalità individuate da Unioncamere, delle Unioni regionali, per la realizzazione di progetti e di iniziative di sistema intesi a verificare e a migliorare lo stato di efficienza dell'esercizio delle funzioni attribuite da leggi dello Stato al sistema delle camere di commercio. Incremento del diritto annuale per il triennio 2023-2025 Con il DM 23 febbraio 2023, il MIMIT ha autorizzato, per il triennio 2023-2025, l'incremento della misura del diritto annuale fino ad un massimo del 20% per il finanziamento dei progetti indicati nelle deliberazioni dei Consigli camerali elencate nell'allegato A) del medesimo decreto. Entro il 30 giugno 2025 dette camere di commercio sono tenute a presentare la rendicontazione delle risorse derivanti dall'incremento del diritto annuale 2024, unitamente alle residue risorse del triennio 2020-2022, motivando analiticamente eventuali mancati utilizzi delle risorse complessivamente disponibili. Fonte: Nota MIMIT 18 dicembre 2024 n. 127214
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