X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
  • ARGOMENTI
  • Accertamento
Altro
+ -
    • Condividi su
  • Tempo di lettura 6 min.

Il caso

Un contribuente impugnava un avviso di accertamento emesso a suo carico, ai fini Irpef, dall'Agenzia delle Entrate e conseguente all'accertamento del maggior reddito imputato alla società in cui egli deteneva una quota di partecipazione pari al 30%. Nel prodromico accertamento emesso nei confronti della società e in virtù dalle continue perdite gestionali causate da un elevato costo del personale, l'Ufficio aveva ritenuto la gestione antieconomica (e quindi anomala), rideterminando induttivamente i ricavi sulla base degli studi del settore di riferimento (i.e. installazione di impianti elettrici, idraulici e di condizionamento). In particolare, al volume degli affari erano state applicate percentuali di ricarico desunte dalla redditività media stabilita unilateralmente nella misura del 26%, di soggetti dello stesso settore e circoscrizione territoriale. Con il correlato accertamento e in relazione alla ritenuta sussistenza di una ristretta base societaria, l'Ufficio aveva presunto l'attribuzione e distribuzione ai soci degli utili extrabilancio conseguiti ed accertati, così gravando il contribuente dell'onere di fornire l'eventuale prova contraria.  Nelle proprie difese, il ricorrente invocava la violazione del divieto di doppia presunzione (cd praesumptio de praesumpto) nonché produceva in giudizio la sentenza della medesima Corte lombarda che aveva annullato l'accertamento a carico della società - di cui era socio il ricorrente - riconoscendo, in fatto, la crisi di settore e richiamando, in diritto, la giurisprudenza di legittimità laddove ha affermato che, in presenza di scritture contabili formalmente corrette, l'Amministrazione finanziaria, per poter rettificare in via induttiva il reddito del contribuente, deve istaurare con il medesimo uno specifico contraddittorio sull'argomento, adducendo dati ed elementi che possano essere oggettivamente analizzati e valutati. Stigmatizzando la debolezza dell'accertamento fondato esclusivamente sugli studi di settore (presunzione semplice), i giudici osservavano, altresì, che l'Ufficio, nel ricorrere ad elenchi di imprese-campione, avrebbe dovuto specificarne l'identità, le modalità di scelta e la rispondenza alla struttura d'impresa della società accertata.

Il divieto di doppia presunzione

Nell'accogliere le doglianze del contribuente, i giudici hanno preliminarmente evidenziato la mancata instaurazione da parte dell'Ufficio del contraddittorio preventivo obbligatorio in materia di accertamento dei maggiori ricavi induttivamente determinati desunto da studi di settore, talché la sua omissione rendeva nullo il procedimento di accertamento (Cass. Ordinanza 1° marzo 2023 n. 6133). La Corte lombarda ha, comunque, affermato di non condividere la ricostruzione effettuata dall'Ufficio, basata solo sul dato relativo allo scostamento del reddito dichiarato rispetto a quello risultante dagli studi di settore, poiché l'accertamento così effettuato costituiva un semplice indizio che da solo, “in primis”, non configurava ipotesi di gravità, precisione e concordanza ed, “in secundis”, determinava la totale mancanza di qualsiasi riferimento alla situazione fattuale, essendo basato sull'incongruità dei ricavi calcolati per l'anno accertato rispetto allo studio parametrico e sull'antieconomicità aziendale, presi a riferimento della presunta evasione (Cass. SS.UU. n. 26635/2009).

Il giudicato esterno, quale interesse anche pubblico

Da ultimo, i giudici d'appello hanno attribuito valore di “giudicato esterno” alla sentenza della stessa Corte, prodotta nel corso del giudizio dal contribuente, favorevole alla società di cui il ricorrente era socio. «La predetta sentenza, hanno affermato a chiare lettere gli interpreti, riguarda la stessa materia della distribuzione degli utili derivanti da accertamento basato su studi di settore, relativi a società a base ristretta sociale. Il giudicato esterno rappresenta un interesse pubblico e non patrimonio esclusivo delle parti, soggettivamente ed oggettivamente connesso ed applicabile a questo Giudizio, e corrisponde a un preciso interesse pubblico, volto a evitare la formazione di giudicati contrastanti, in ossequio al principio del “ne bis in idem” (Cass. n. 16589/2021).

Fonte: CGT II Lombardia 3 dicembre 2024 n. 3156

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Vedi anche

Fisco DALLA CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA

Società a ristretta base: motivazione correlata all’accertamento della violazione

L’applicazione della sanzione presenta un vizio di motivazione laddove l’Amministrazione la ricolleghi al mero accertamento della violazione e laddove difettino i criter..

di Massimo Romeo - Esperto fiscale e pubblicista

Approfondisci con


Presunzione di distribuzione degli utili extracontabili: confronto serrato tra Cassazione e riforme

La Corte prosegue nell’orientamento secondo cui, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società a ristretta base, è legittima la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili, re..

di

Valeria Nicoletti

- Avvocato

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”