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Le zone franche doganali (ZFD) rappresentano un istituto di carattere eccezionale che ha conosciuto maggiore diffusione grazie alle nuove disposizioni contenute nelle norme che istituiscono la ZES unica e le zone logistiche semplificate (ZLS).

L’art. 243 del Codice Doganale dell'Unione (Reg. UE 952/2013) prevede che gli Stati membri possano destinare talune parti del proprio territorio doganale a zona franca, delimitando l’area interessata, nonché i punti di entrata e uscita dalla stessa. L’individuazione del Territorio da riservare a zona franca assume un ruolo fondamentale; all’interno di tale territorio sarà difatti possibile effettuare la scelta della destinazione doganale delle merci introdotte, evitandone l’immissione in libera pratica e impedendo il sorgere dell’obbligazione doganale. 

Alla luce delle recenti evoluzioni e in ragione della potenziale centralità economica delle ZFD, è emersa la necessità di fornire indicazioni dettagliate sul procedimento di delimitazione e sulla procedura di attivazione delle stesse tramite la Circolare n. 26 del 10 dicembre 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si riportano di seguito i dettagli delle procedure.

Perimetrazione della zona franca

La richiesta di approvazione della perimetrazione formulata dalla competente Autorità amministrativa al Direttore dell’ADM dovrà contenere i seguenti elementi essenziali:

  • identificazione delle aree da destinare a zona franca doganale, mediante individuazione delle relative particelle catastali che devono ricadere all'interno del territorio della ZES;
  • planimetria dell’area proposta per la perimetrazione, contenente la chiara indicazione dei varchi di entrata e uscita in modo da consentire una chiara identificazione dei punti di accesso alla ZFD;
  • illustrazione topografica idonea a localizzare la zona franca e le infrastrutture logistiche di cui la stessa può beneficiare, oltre a documentazione idonea a prospettare la presenza di finalità economiche in linea con l’istituto e non perseguibili grazie al ricorso ad altri regimi doganali;
  • titolo di disponibilità giuridica dell'area e documentazione che attesti la piena disponibilità e idoneità del sito all’immediato utilizzo, ovvero che evidenzi l’esigenza di realizzare ulteriori opere infrastrutturali;
  • individuazione dell’ente gestore;
  • relazione tecnica.

A seguito della ricezione e dell’esame dell’istanza, la Direzione Centrale Dogane provvederà a incaricare la competente Direzione territoriale delle verifiche istruttorie necessarie, disponendo che venga effettuato un sopralluogo nell’area interessata.

L’esito del sopralluogo sarà comunicato all’Ufficio Regimi e Procedure doganali di questa Direzione entro il termine indicato nella richiesta e, in ogni caso, entro un termine coerente con il termine del procedimento per l’adozione del provvedimento di perimetrazione (60 giorni dalla ricezione dell’istanza completa di tutti gli elementi indicati).

Attivazione della zona franca

La Direzione Territoriale, di concerto con l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente, attiva l’operatività della ZFD adottando il disciplinare, dopo aver ricevuto dal gestore:

a. la comunicazione dell’avvenuto completamento delle infrastrutture e degli adeguamenti prescritti in sede di primo sopralluogo;

b. le manifestazioni di interesse degli operatori economici all’insediamento di attività produttive/industriali in ZFD e l’indicazione sintetica delle attività industriali, commerciali di cui si prevede l’avvio;

c. l’impegno formale a non precludere l’utilizzo dell’area ad altri operatori economici intenzionati all’utilizzo del regime di zona franca.

Una volta ricevuta la suddetta documentazione, sarà accertato il possesso dei requisiti soggettivi, infrastrutturali e di vigilanza e l’adeguata tenuta delle scritture contabili.

Fonte: Circ. AD 10 dicembre 2024 n. 26

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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