Nel documento presentato in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, i Consulenti del Lavoro hanno fornito alcune considerazioni sul Disegno di Legge di Bilancio 2025, concentrandosi in particolare sulle novità in materia lavoristica che vengo di seguito analizzate. Le misure maggiormente apprezzate Tra i contenuti del DDL di Bilancio 2025, le misure che hanno riscontrato maggiore approvazione tra i Consulenti sono: il mantenimento del cuneo fiscale contributivo per i redditi da lavoro dipendente fino a € 35.000, per evitare una penalizzazione della capacità di spesa dei lavoratori. Si propone, per evitare la diminuzione della capacità di spesa dei singoli lavoratori di mantenere il cuneo contributivo per i redditi da lavoro dipendente fino a € 35.000. Si valuta positivamente l’introduzione di un trattamento migliorativo, per la verità già previsto e poi soppresso con la riforma del 2022, a favore dei nuclei familiari con figli disabili di età pari o superiore a 30 anni; la proroga anche per l’anno 2025 di “Opzione donna”. Si suggerisce l’inclusione di coloro che abbiano esaurito l’indennità NASPI, allineando i periodi di finestra mobili delle lavoratrici autonome a quelli delle dipendenti; l’estensione della decontribuzione per le lavoratrici madri di 2 o più figli alle lavoratrici con un solo figlio e al lavoratore padre, in caso di nuclei vedovili. Viene previsto per questa categoria di lavoratrici l’esonero parziale dei contributi previdenziali IVS a carico del lavoratore; per le lavoratrici dipendenti, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e per le lavoratrici autonome che percepiscono almeno uno tra redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità ordinaria, redditi d’impresa in contabilità semplificata o redditi da partecipazione e che non hanno optato per il regime forfetario; il mantenimento della “Decontribuzione Sud” in regime de minimis per sostenere le imprese delle regioni svantaggiate e prevenire effetti negativi sul costo del lavoro e sull'occupazione; fruizione dell’indennità per congedo parentale pari all’80% fino a tre mesi; l'innalzamento e l'estensione al triennio 2025-2027 della soglia di non imponibilità per le misure di welfare aziendale e la tassazione agevolata al 5% per i premi di produttività. Si valuta positivamente la previsione attraverso cui viene innalzata la soglia di non imponibilità. Tale disposizione rappresenta una reale forma di sostegno per i lavoratori. Le misure non condivise Non si condivide, invece, la scelta effettuata per potenziare i controlli di finanza pubblica. Il Consiglio Nazionale ha, infatti, chiesto la soppressione dell'art. 112 del DDL, che prevede l'obbligo di nominare un sindaco di indicazione ministeriale nelle società, enti, organismi e fondazioni che ricevono contributi pubblici. Pur condividendo l'obiettivo di contrastare la fruizione illecita di contributi, i Consulenti pensano che tale norma possa minare la libertà d'iniziativa economica delle imprese e propongono di prevedere un controllo efficace al momento dell'introduzione del contributo. Fonte: Documento Consulenti del Lavoro 4 novembre 2024
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