Il DMA definisce l’interoperabilità come “(…) la capacità di scambiare informazioni e di utilizzare reciprocamente le informazioni scambiate attraverso interfacce o altre soluzioni, in modo che tutti gli elementi hardware o software funzionino con altri hardware e software e con gli utenti in tutti i modi in cui sono destinati a funzionare (…)” (art. 2, n. 29). In generale, l’interoperabilità offre, quindi, la possibilità ai servizi digitali di lavorare insieme e comunicare tra loro e grazie al DMA diventa un elemento strumentale e necessario per l’innovazione e la concorrenza, in quanto: impatta sugli utenti impedendo agli stessi di risentire degli effetti della rete; consente ai consumatori di combinare servizi di imprese diverse; garantisce prezzi più bassi; garantisce la riduzione dei costi di transazione e la promozione dell’innovazione basata sui dati. Nello specifico, il DMA introduce due forme di interoperabilità: l’interoperabilità orizzontale, disciplinata nell’art. 7, per cui l’impresa che è titolare di un sistema hardware o software rende il proprio sistema interoperabile con il sistema hardware o software di un'altra impresa che concorre allo stesso livello della catena di valo...
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