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L'Associazione ALFA, che collabora con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), si occupa di promuovere e divulgare informazioni su fertilizzanti e nutrizione delle colture. La libera circolazione di fertilizzanti all'interno dell'UE è regolata dal principio di reciproco riconoscimento, formalizzato dal Regolamento (UE) 2019/515. Prima di essere immessi sul mercato italiano, i fertilizzanti devono ottenere un'autorizzazione preventiva, rilasciata dal MASAF dopo una valutazione da parte del Gruppo di lavoro permanente per la protezione delle piante.

L'Associazione richiede chiarimenti sull'aliquota IVA da applicare ai fertilizzanti importati in Italia. Secondo il Decreto IVA (DPR 633/72), l'aliquota IVA agevolata del 4% è applicabile ai fertilizzanti, ma la legge che definisce questi prodotti è stata abrogata e sostituita da altre normative.

La definizione attuale di fertilizzanti è contenuta nel D.Lgs. 75/2010, modificato nel 2022. I fertilizzanti sono soggetti a un sistema di tracciabilità nazionale e devono essere registrati per essere commercializzati.

L'Agenzia delle Entrate conferma che l'aliquota IVA del 4% è applicabile ai fertilizzanti in generale, indipendentemente dalla loro classificazione doganale, sia quando sono prodotti in Italia sia quando sono importati con l'autorizzazione necessaria. Tuttavia, è previsto che questa aliquota ridotta cessi di applicarsi entro il 1° gennaio 2032, secondo la Direttiva 2006/112/CE, modificata dalla Direttiva 2022/542/UE.

In sostanza, i fertilizzanti importati devono seguire una procedura di autorizzazione preventiva e sono soggetti a un'aliquota IVA agevolata del 4%, che tuttavia è destinata a cessare nel 2032.

Fonte: Consulenza giuridica AE 30 agosto 2024 n. 4

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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