Oramai, è noto. È sull'etica che deve ergersi qualsiasi processo di governance dell'intelligenza artificiale per scongiurare il rischio che l'uomo, da profittevole utilizzatore, ne diventi ostaggio. E non è il diritto del lavoro a poter mettere a segno questo obiettivo. Sono quattro le domande che devono illuminare il ragionamento: qual è la ragione di questo fallimento? con quali armi “spuntate”, il diritto del lavoro ha provato a governare gli algoritmi? quali bias ha generato? come la governance etica può mettere fine al fallimento del diritto del lavoro? Andiamo con ordine. Il diritto nasce nel segno di un paradosso: muove dal fine etico di garantire a ciascuno il suo ma è incapace di obbligare la morale di ciascuno al rispetto di quella serie di doveri universali che realizzerebbero quel fine. Su questo piano, si è consumato il tradimento dell'etica di Kant secondo cui, invece, essa era un imperativo iscritto allo stesso modo nella morale di tutti, di cui la legge avrebbe dovuto semplicemente scolpire le sembianze in testi ordinati. Di questa situazione, è interprete per eccellenza il diritto del lavoro che, se Kant avesse avuto ragione, non sarebbe mai nato. Il buon senso, la buona ...
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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 12 luglio 2024, il Regolamento 1689/2024/UE che detta regole armonizzate sull'intelligenza artificiale
di
Massimiliano Nicotra - Avvocato, senior partner di Qubit Law Firm & Partners
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