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  • Tempo di lettura 8 min.

Il caso Una società impugnava un avviso di intimazione riferito ad una serie di cartelle di pagamento per imposte varie. La ricorrente eccepiva la nullità e/o inesistenza della notificazione dell'intimazione e delle prodromiche cartelle di pagamento in quanto promanante da indirizzi PEC non esistente nei pubblici registri. Secondo la tesi difensiva della società, l'impossibilità di identificare compiutamente il mittente rendeva nulla/inesistente la notificazione dell'atto, non potendo il contribuente verificare con certezza chi lo abbia spedito. La posizione dell'Amministrazione Parte pubblica osservava come la disciplina sulla riscossione (art. 26 c. 2 DPR 602/73) prevede la possibilità delle notificazioni a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo del destinatario risultante dall'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INIPEC), nulla prevedendo invece con riferimento all'indirizzo del mittente, facilmente verificabile in quanto nessun indirizzo PEC con la dizione di un Ufficio dell'amministrazione finanziaria può essere attribuito ad ente che non sia di tale amministrazione. La riconducibilità al mittente I giudici tributari confermano la legittimità dell'operato dell'Amministrazione in ossequio al principio di riferibilità dell'atto all'Ufficio emittente. La soprarichiamata nor...

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di Massimo Romeo - Esperto fiscale e pubblicista

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