Il Reputational Report 2021, pubblicato come ogni anno sul sito della Cassa dei Dottori Commercialisti, rappresenta una fotografia attuale degli iscritti e dello scenario della professione, così come di tutte le iniziative portate avanti dall’ente.
Nel report si ricordano i momenti cruciali del 2021 in sintesi, di seguito elencati:
- gennaio: approvazione della proroga per un ulteriore quinquennio del contributo per almeno 2 mesi per l’interruzione dell’attività professionale in caso di infortunio;
- febbraio: rinnovo dell’iniziativa di welfare a supporto della liquidità degli iscritti, con lo stanziamento di € 1 milione e mezzo come contributo per finanziamenti accesi dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 dagli iscritti con un reddito non superiore a € 50.000;
- aprile:
1) pubblicazione del nuovo bando per il supporto alla professione che prevede lo stanziamento di € 3 milioni e mezzo a favore dei neoiscritti per contribuire all’acquisto o leasing di beni strumentali legati all’avvio dell’attività professionale o per supportare la costituzione di aggregazioni;
2) approvazione dell’esonero dal pagamento della contribuzione minima per i primi 5 anni di iscrizione per i dottori commercialisti con più di 35 anni di età che si iscrivono alla Cassa nel quinquennio 2022-2026. Si tratta di una proroga della misura che era già stata introdotta per il periodo 2017-2021;
- luglio: approvazione dell’aumento dal 2% al 5% della quota dell’avanzo corrente destinato al welfare;
- settembre: ampliamento del 15% dei fondi stanziati per le borse di studio a favore dei figli dei dottori commercialisti;
- novembre: pubblicazione del nuovo bando per contributi a supporto della genitorialità (spese di frequenza dei propri figli in asili e scuole dell’infanzia) a favore degli iscritti alla cassa fino a 40 anni di età.
In questa edizione un tema centrale è stato l'analisi delle dinamiche di genere. Gli iscritti alla cassa sono 72.061, 1.464 in più rispetto al 2020, con 23.903 professioniste a fronte di 48.158 colleghi uomini (incidenza femminile pari al 33,2%). Nonostante una progressiva e crescente presenza delle professioniste, i dati sottolineano un’incidenza femminile ancora contenuta, legata a un più o meno adeguato accesso ai servizi dell’infanzia. A livello territoriale, infatti, la regione che registra la maggiore incidenza femminile è l’Emilia-Romagna, dove le dottoresse commercialiste rappresentano il 40,9% della platea complessiva degli iscritti locali a fronte di un’offerta di servizi all’infanzia che supera la media europea con 43 posti ogni 100 bambini, mentre la percentuale più bassa di presenza femminile con un 25,07% si registra in Campania, all’ultimo posto tra le regioni italiane per servizi all’infanzia, con 10,40 posti ogni 100 bambini.
Infine, il gender pay gap rimane ancora purtroppo elevato: nel 2021 le dottoresse commercialiste hanno registrato un reddito medio e un volume d’affari inferiori rispettivamente del 45,6% e del 50,8% se confrontati con quelli dei colleghi.
Fonte: Reputational Report 2021
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