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Gli ultimi anni hanno segnato la presa di coscienza di cambiamenti nel mondo che faranno sentire i propri effetti dal punto di vista sociale ed economico nel prossimo futuro. In particolare, il senso di urgenza nel contrastare il cambiamento climatico e quindi la necessità di compiere una effettiva transizione ecologica impatteranno sulle fonti di energia, sulla necessità di un loro utilizzo efficiente e modificheranno le priorità nella progettazione di nuovi prodotti.

Allo stesso modo, i potenziali effetti di nuove pandemie e i nuovi equilibri geopolitici che si vanno delineando, rendono non più rimandabile riscoprire specializzazioni industriali che sono diventate nel tempo appannaggio delle economie orientali. Ma anche nel settore agricolo viene sentita la necessità di recupero e sviluppo di nuove competenze e si rendono necessari investimenti in innovazione e tecnologia 4.0.

Beni strumentali digitalizzati

L’impatto di questi cambiamenti nei prossimi anni sarà estremamente significativo e le imprese dovranno, inesorabilmente, attrezzarsi per poterlo gestire. Questo significa, anche per l’Italia, recuperare competenze, acquisirne di nuove e investire in beni strumentali digitalizzati (materiali e immateriali) che abbiano la capacità di renderci competitivi (e sostenibili) sul mercato interno ed internazionale. Gli investimenti necessari sono principalmente quelli in grado di generare e gestire la conoscenza al fine di aumentare la produttività e soprattutto la sostenibilità (economica e ambientale) delle nostre produzioni.

Le politiche industriali italiane recentemente si sono rese funzionali alle esigenze di trasformazione del paese, diventando estremamente selettive. Le norme incentivanti, sia ordinarie che del PNRR, agevolano sempre meno opere murarie e investimenti generici, e sempre più l’acquisizione, la gestione e l’utilizzo delle conoscenze nelle varie forme per la produzione di beni e servizi, anche nel settore pubblico.

L’allineamento degli incentivi alle esigenze evolutive del paese ha comportato un aumento della loro complessità. Strumenti come il credito imposta ricerca e sviluppo, il rinnovato patent box, il credito di imposta beni strumentali 4.0, la formazione 4.0, gli incentivi alla digitalizzazione e in generale tutti gli incentivi confermati e ampliati dal PNNR, stanno diventando strumenti estremamente selettivi che premiano scelte di investimento nell’interesse sia della collettività che delle imprese, mai prima d’ora così allineati.

Anche i nuovi elementi premianti (indici di legalità, parità di genere, società benefit, start up innovative, capitalizzazione delle imprese) sono un chiaro indice della volontà pubblica di incidere sulla evoluzione non solo produttiva ma anche culturale delle imprese, allineando sempre più obiettivi aziendali e obiettivi della collettività.

La selettività e la relativa complessità di questi nuovi strumenti agevolativi vanno di pari passo con la necessità di selettività nelle scelte delle imprese, che si concentrano nella creazione e gestione di nuove conoscenze e nella loro integrazione in prodotti e processi.

I nuovi incentivi

L’accesso ai nuovi incentivi è pertanto un’operazione che dovrà andare di pari passo con la crescita delle specializzazioni interne, attraverso l’introduzione in azienda di maggiori competenze tecniche e con la loro integrazione con il know-how aziendale. Infatti, per fruire delle risorse pubbliche dedicate alla crescita aziendale sarà necessario integrare in azienda competenze contabili, amministrative, finanziarie e tecniche in modo non solo funzionale all’accesso agli incentivi ma, soprattutto, funzionale alla trasformazione aziendale e al suo allineamento ai nuovi paradigmi.

L’acquisizione di nuove competenze (ricerca) e la loro applicazione per realizzare nuovi prodotti e processi (sviluppo e innovazione) può e deve diventare il nuovo standard aziendale, in una sfida in cui pubblico e privato saranno fianco a fianco nei prossimi anni.

Il PNRR è quindi una occasione enorme per le imprese italiane che non potrà essere colta in pieno se non con un cambiamento strategico e culturale che deve partire dal management e coinvolgere l’intera azienda, anche attraverso la collaborazione con professionalità con competenze nuove e strategiche.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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