Martedì 27 ottobre – A Mosca, Forum degli esportatori di gas
Fondato a Teheran nel 2001, si riunisce oggi a Mosca il cosiddetto FPEG, cioè il Forum dei Paesi esportatori di gas, organizzazione che riunisce alcuni tra i produttori ed esportatori di gas naturale del mondo che gestiscono il 70% delle riserve. Accanto a Russia e Iran figurano nazioni come Libia, Egitto, Venezuela, Bolivia, Emirati Arabi Uniti, Qatar. Non proprio un consesso democratico ma sarà importante prestare orecchio a quello che qui si discute, se non altro per capire dove va il mercato mondiale del gas. A differenza dell’Opec con il petrolio, il FPEG non è un cartello che stabilisce livelli di produzioni e quindi di prezzo. Qui ogni Paese cerca di difendere i propri interessi strategici, coordinandosi con gli altri. Naturalmente, tutti sanno quanto sia cambiato il mercato mondiale dopo l’invasione russa dell’Ucraina (febbraio 2022) e il distacco dell’Europa dalle forniture di Mosca. Per questo, al di là dell’aspetto diplomatico, sarà da valutare se questo summit a Mosca porterà novità sullo scenario globale.
Giovedì 29 ottobre – L’assemblea di Mps per il risiko
L’assemblea dei soci di Monte dei Paschi è chiamata a una scelta decisiva per il futuro del gruppo guidato da Luigi Lovaglio, protagonista su ogni fronte del risiko bancario. I soci dovranno votare sul piano del ceo che vuole lanciare offerte pubbliche di scambio, parallele, su Banca Generali e Banco Bpm. Alcuni scenari possibili: la bocciatura del piano, come indicano i proxy ISS e Glass Lewis, aprirà le porte a Intesa. Un esito differenziato sui singoli punti con l'assemblea che respinge le acquisizioni e il dividendo straordinario, ma approva la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps non sarebbe un risultato contraddittorio. Il futuro del progetto di Lovaglio e l'integrazione con Mediobanca sono decisioni distinte, con effetti diversi. Infatti, ISS ha raccomandato di sostenere la fusione, opponendosi alle acquisizioni e al dividendo.
Giovedì 29 ottobre – Vertice Canada-Unione Europea
Mark Carney il primo ministro del Canada, Antònio Costa il presidente del Consiglio europeo, Ursula von der Leyen che guida la Commissione europea: si incontrano oggi a Montreal in un vertice di alto livello politico per provare a vedere se e quanto siano percorribili le strade per stringere una alleanza tra le due aree del mondo. Una situazione tra storici alleati che, ovviamente, prima di Donald Trump non aveva bisogno di essere rimarcata, ma l’inquilino della Casa Bianca sta tenendo una postura non più amichevole. Quindi, meglio attrezzarsi per affrontare possibili tempeste in arrivo. In particolare, su tre aspetti: i leader proveranno a rafforzare ancora di più la cooperazione, si discuterà di accesso ai mercati, commercio digitale, investimenti e sicurezza negli approvvigionamenti. Infine, saranno affrontati dossier come la difesa, la scurezza, il sostegno all’Ucraina. Per l’Ue, il Canada potrebbe addirittura essere il primo Paese membro associato. Una formula distinta rispetto a una vera adesione ma forse sul piano simbolico.
Venerdì 30 ottobre – Pil, inflazione, lavoro: i dati europei
Da Parigi arrivano i dati del Prodotto interno lordo al terzo trimestre dell’anno; anche in Germania viene pubblicato il Pil insieme al numero degli occupati in ottobre e l’inflazione dello stesso mese. Infine, a Bruxelles l’Eurostat rende noto sempre il Pil e l’occupazione (in settembre) della Zona euro. Insomma, una informata di dati che cade a pioggia sul Vecchio continente, e due tra i suoi Paesi più rappresentativi come Francia e Germania, stretto da varie morse. C’è l’inflazione che sale qui come in tutto il mondo ma in Europa è la crescita che fatica a consolidarsi. Ci sono settori industriali, a partire dall’automotive, finiti in profonda crisi mentre il lusso non si riprende dalla batosta dei consumi e la fatica si sente in molti comparti. Stanno salendo i debiti pubblici mentre il modello di welfare in mano allo Stato arranca di fronte alle nuove domande sociali. A indicare una direzione per la riscossa europea ci ha provato Mario Draghi con le sue idee sulla competitività. Ma sono passati oramai due anni e tutto è ancora sulla carta.
Sabato 31 ottobre – Le grandi banche europee e i piani di difesa
Onori e oneri da banca sistemica. I gruppi bancari sottoposti alla vigilanza della Bce devono presentare entro oggi i propri piani di resistenza e reazione rispetto ad attacchi cyber, sempre più pericolosi per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Lo hanno dimostrato gli allarmi dei mesi scorsi su Mythos, il programma di Ai addestrato da Anthropic che si è rivelato in grado di perforare diversi livelli di sicurezza in reti aziendali. Dunque, 110 grandi nomi, tra i quali sono comprese realtà come Deutsche Bank, Bnp Paribas o Santander devono mettere sul tavolo le carte. Che cosa devono contenere i piani? La Bce ha chiesto di indicare misure concrete per individuare e correggere in maniera rapida le vulnerabilità nei software, rafforzare il monitoraggio degli attacchi, anche quelli potenziati dall'Ai, controllare meglio i rischi che possono derivare da fornitori tech esterni e software di terze parti. Non è importante saper rispondere subito agli attacchi, ma la Bce vuole che i piani siano pronti.
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