Esistono regole specifiche sull’uso dell’intelligenza artificiale?
Sì,il Reg. UE 2024/1689 è il primo quadro organico dedicato a questa tecnologia, ma non disciplina ogni utilizzo: individua gli impieghi più rischiosi e impone obblighi proporzionati. L’uso quotidiano di strumenti come ChatGPT o Gemini da parte di un professionista non richiede autorizzazioni preventive.
Il criterio cardine è il rischio.
Un sistema che gestisce gli appuntamenti di studio non pone problemi regolatori, mentre uno che ordina i curricula per una selezione rientra tra i sistemi ad alto rischio dell’Allegato III, perché incide sull’accesso al lavoro. È la stessa tecnologia, con conseguenze giuridiche diverse.
La scala del regolamento ha quattro gradini:
1) pratiche vietate
2) sistemi ad alto rischio
3) sistemi soggetti ai soli obblighi di trasparenza, come chi genera contenuti sintetici
4) infine tutto ciò che resta fuori dal perimetro.
Per il professionista questo significa che la legittimità dell’uso dipende dalla finalità per cui l’AI viene impiegata.
Chi arriva al 2027 senza aver classificato i propri sistemi dovrà ricostruire a posteriori documenti e scelte tecniche che il regolamento vuole formati prima.
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