La Cass. 15804/2026 affronta il tema annoso della compensazione fallimentare nella fusione societaria, delineando un discrimen dogmatico di fondamentale rilevanza tra la natura genetica dell'atto negoziale e la tipologia di effetti da esso prodotti. La questione, in altri termini, impone di verificare se il subentro dell'incorporante nei crediti del soggetto incorporato possa sottrarsi al rigido divieto concorsuale di compensazione per i crediti non scaduti acquistati dopo il deposito della domanda di concordato preventivo o nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento.
In altri termini, l'orientamento espresso poggia sulla scomposizione analitica della vicenda di fusione per incorporazione, distinguendo gli effetti a valle dalla natura genetica dell'atto a monte. La Prima Sezione Civile riconosce che l'operazione determina, ai sensi dell'art. 2504-bis c.c., la successione universale dell'incorporante nei rapporti dell'incorporata, ma evidenzia altresì come tale vicenda tragga origine da una determinazione negoziale volontaria delle parti societarie. I giudici di legittimità chiariscono che l'effetto successorio universale non cancella la natura giuridica dell'atto generatore, il quale trae origine non già da una disposizione di legge imperativa, bensì d...
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