All’atto dell’instaurazione del rapporto di lavoro il datore è gravato da una pluralità di obblighi: molti di questi consistono nella consegna al dipendente di documenti, al fine di informarlo su determinati aspetti del contratto di lavoro o di raccogliere la sua preferenza in merito all'applicazione di istituti suscettibili di influenzare lo svolgersi del rapporto (si veda, ad esempio, la possibilità di devolvere il proprio TFR a un fondo di previdenza complementare).
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del lavoro, con istanza di interpello al Ministero del Lavoro del 17 settembre 2026, aveva analizzato questi adempimenti (molti dei quali necessitano ancora di un supporto cartaceo) ed esortato il Ministero del Lavoro a pronunciarsi per una completa digitalizzazione di tali obblighi: i Consulenti osservano infatti che molti adempimenti equivalenti, così come riconosciuto da vari interpelli del Ministero del Lavoro, sono stati già da tempo telematizzati.
In occasione della convention dei consulenti del lavoro tenutasi a Reggio Calabria dal 23 al 25 settembre, la Ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha espresso la volontà di accogliere le richieste dei professionisti, preannunciando la semplificazione telematica degli adempimenti a carico di imprese e datori di lavoro al momento dell'instaurazione di nuovi rapporti di lavoro.
In attesa di provvedimenti ufficiali in tal senso, ricapitoliamo i termini delle richieste dei consulenti del lavoro e le relative motivazioni.
Istanze del CNO
Gli atti di cui è obbligatoria la consegna al dipendente al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro possono essere ricondotti a due categorie funzionalmente distinte:
Per la prima tipologia di documenti, il CNO chiede se gli obblighi di consegna, che non richiedono alcuna attività compilativa del destinatario ma unicamente la sottoscrizione per ricevuta, possano essere assolti mediante collocazione dei documenti in area riservata di piattaforma aziendale accessibile al solo lavoratore interessato attraverso credenziali personali, con tracciamento della data di messa a disposizione e della presa visione.
Per la seconda tipologia il CNO chiede se la compilazione e la sottoscrizione possano essere effettuate dal lavoratore mediante applicativo digitale o altro strumento equipollente, e se tale modalità soddisfi tanto l’eventuale requisito di forma scritta quanto l’esigenza, sostanziale e non formale, che la dichiarazione sia personalmente e consapevolmente resa dal dichiarante.
Ragioni del CNO
Per il primo quesito, se la disposizione che impone la consegna non prescrive un supporto determinato, l’obbligo dovrebbe reputarsi assolto ogniqualvolta il documento entri nella disponibilità materializzabile del destinatario.
Quanto al secondo quesito, l’istante osserva che nessuna delle disposizioni richiamate prescrive la forma scritta né, tanto meno, la sottoscrizione autografa. La finalità della prescrizione è infatti quella di assicurare la certa imputabilità della dichiarazione e la responsabilizzazione del dichiarante, non quella di presidiare una forma. Ad esempio, la disciplina della destinazione del TFR esige che la scelta sia resa per iscritto e che il datore acquisisca, conservi e rilasci copia della dichiarazione, senza però imporre alcuna specifica modalità di formazione del documento.
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Al momento dell’assunzione il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore specifiche informazioni relative al rapporto di lavoro.
Marcella de Trizio
- Avvocato - Studio ArlatiGhislandiRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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