La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella Sentenza 24 settembre 2026 (causa C-369/25) è chiamata a chiarire la portata degli artt. 2 e 8 Dir. CEE 533/1991, relativa all’obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al rapporto di lavoro. La pronuncia assume particolare rilievo poiché delimita l’ambito di tutela riconosciuto dalla direttiva, affermando che i “diritti” la cui difesa deve essere garantita dagli Stati membri sono esclusivamente quelli previsti dalla stessa direttiva e non i diritti sostanziali del rapporto di lavoro cui tali informazioni si riferiscono.
Fattispecie
La controversia trae origine da una vicenda di somministrazione irregolare di lavoro che aveva coinvolto un lavoratore e Trenitalia S.p.A. In seguito a una sentenza della Corte d’Appello di Napoli del 2018, era stato accertato che l’assegnazione del lavoratore tramite agenzia interinale era avvenuta in violazione della normativa applicabile, con conseguente costituzione del rapporto di lavoro alle dipendenze di Trenitalia con effetto retroattivo dal maggio 2003.
Successivamente, il lavoratore aveva ottenuto il riconoscimento di retribuzioni arretrate superiori a 110.000 euro. A seguito di tale pronuncia, Trenitalia aveva provveduto a versare all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) i contributi previdenziali r...
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