Lunedì 28 settembre – Starship va in orbita
Questa volta si va in orbita. Dopo tanti viaggi a livello suborbitale, oggi parte il primo volo della Starship di Elon Musk che si porterà a 275 chilometri dal suolo e nel giro di dieci ore dovrà completare sei orbite. Un test durante il quale saranno rilasciati satelliti operativi Starlink. Più in particolare, l’obiettivo del primo lancio chiamato Super heavy sarà di testare alcune migliorie si motori, prima di rientrare sulla Terra con una manovra di discesa controllata nel Golfo del Messico. Si tratta del primo viaggio orbitale per i razzi lanciarti da Musk, e dunque un oggettivo passo in avanti nel suo progetto di sviluppare un sistema di trasporto che in futuro sia in grado di portare carichi verso la Luna e Marte. Ad aprile 2024 Musk aveva affermato che sarebbero stati necessari un milione di persone e diversi milioni di tonnellate di carico per colonizzare Marte. L’approdo al «Pianeta rosso» potrebbe avvenire tra 20 anni tramite il razzo Starship 3.
Martedì 29 settembre – Gli Usa chiudono la porta ai prodotti dal Canada
Dal dazio al divieto. Dopo aver introdotto un balzello del 50% su alcune categorie di prodotti già soggette a tariffa, gli Usa chiudono le porte da oggi a una lunga lista di merci in arrivo (ma non più) dal Canada. Per fare qualche esempio, il semaforo rosso si accende per bevande confezionate come birre o vini della British Columbia, siero di latte, melassa oppure le motociclette. Su altre tipologie come i formaggi o il legname rimane la tassa del 50%. Insomma, il presidente Donald Trump non si ferma anzi va avanti nella sfida commerciale con la nazione limitrofa, ma il Canada non resta certo fermo. Piuttosto, il leader Mark Carney sposta la risposta dal campo commerciale a quello politico. Ha appena ricevuto da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, l’offerta di status come «membro associato» ed Emmanuel Macron rinforza sostenendo che il suo Paese dovrà stringere legami più stretti in materia di pesca, sicurezza, energia.
Mercoledì 30 settembre – La riunione dei ministri G20 del commercio
Sarà l’ambasciatore americano Jamieson Greer ad accogliere i ministri del Commercio per il G20 a Milwaukee, in programma fino a domani in un clima a tratti paradossale. Per esempio, da ieri sono in vigore i divieti americani sull’import di alcuni prodotti dal Canada, mentre sulla questione dazi il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva esclude di introdurli contro gli Usa, almeno fino a quando saranno in piedi i negoziati commerciali. E dunque, di che cosa discuteranno i ministri del G20? Stando al programma comunicato, in agenda ci sono panel sul lavoro forzato nelle catene globali di approvvigionamento, un aggiornamento sull’eccesso strutturale di capacità produttiva e le misure per ridurre gli squilibri nel commercio internazionale. E l’Europa dove sta in questo scenario? Secondo Maros Sefcovic, commissario al Commercio Ue, le priorità nel confronto con Washington riguardano l’acciaio e i prodotti derivati.
L’Appello dell’ex Ilva
Di giornate decisive l’ex Ilva ne ha in continuazione, da anni, senza però che la situazione riesca a sbloccarsi. Oggi la Corte d’Appello di Milano esaminerà la nuova istanza di sospensiva del suo decreto di fine luglio che ha disposto la fermata dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto a partire dal 26 ottobre. Il 20 ottobre poi la Cassazione deciderà se «cassare» o meno il decreto. In mancanza di un intervento politico che dia un futuro al maggior impianto produttivo d’acciaio d’Europa, quella della Suprema Corte sarà veramente l’ultima parola sulla chiusura.
Venerdì 2 ottobre – L’inflazione dell’Eurozona
C’è tempo per la prossima riunione di politica monetaria della Bce, in programma a fine ottobre, ma per l’inflazione l’ultimo dato disponibile sarà quello di settembre, del quale esce oggi la stima preliminare. La seconda stretta del 2026 era stata votata all’unanimità sulla base di un’inflazione al 3,3% annuo, che poi i dati definitivi hanno “ribassato” al 3,2%. Nell’occasione era stato osservato che i rincari dei prodotti dell’energia non si erano ancora riversati in maniera significativa sugli altri prezzi. Nel frattempo, è passato un altro mese, il petrolio è rimasto su valori molto alti e l’Eurostat ora dovrebbe iniziare a vedere l’”effetto cascata” tipico del rientro dopo le ferie.
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