Con la newsletter n. 551 dell’11 settembre 2026, il Garante Privacy ha sanzionato il Banco Bilbao per l’invio di messaggi promozionali, l’Azienda Sanitaria universitaria Friuli centrale per l’accesso al dossier sanitario aziendale e un’azienda di Trento per l’utilizzo di telecamere negli spogliatoi della piscina. Il Garante ha dato poi il via libera allo schema di decreto che istituisce, presso il Ministero della salute, il Registro nazionale diabete. Con 3 recenti sentenze, la Cassazione ha rafforzato i poteri del Garante.
Sanzioni a Banco Bilbao Italia per 5,5 milioni di euro
Il Garante Privacy ha sanzionato il Banco Bilbao dopo il reclamo di un cliente che, pur avendo manifestato la propria opposizione alla ricezione delle comunicazioni commerciali tramite l’app e poi ribadito il proprio “no” al Servizio clienti, ha continuato a ricevere messaggi promozionali.
Un caso che, secondo l’Autorità, evidenzia una falla nei processi di gestione dei dati. Non è sufficiente che il “no” del cliente venga registrato da un sistema se poi l’organizzazione non è in grado di garantirne l’effettiva applicazione. I diversi sistemi aziendali devono poter dialogare correttamente e le procedure devono garantire che la scelta del cliente venga rispettata lungo tutte le fasi del trattamento dei dati.
Accesso al dossier sanitario
Il Garante Privacy ha inflitto una sanzione di 24.000 euro all’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (ASUFC) di Udine per non aver configurato il dossier sanitario aziendale in modo tale da impedire al personale di visionare lo stato di salute dei colleghi per finalità diverse da quelle di cura.
Una dipendente, che era al contempo paziente dell’ospedale, ha accertato che una collega del reparto aveva avuto liberamente accesso al suo dossier sanitario per verificare, durante la pandemia, l’eventuale positività al Covid-19 e pianificare i turni.
Secondo l’azienda sanitaria la pratica si era resa necessaria per sapere su quali risorse umane poter contare e per garantire la tutela degli operatori e dei pazienti ricoverati.
Nel provvedimento il Garante ha ribadito come l’accesso al dossier sanitario sia consentito solo ai medici e al personale che ha in cura un paziente, e non per esigenze organizzative e amministrative.
Telecamere negli spogliatoi di una piscina
Il Garante Privacy ha sanzionato per 8.000 euro l’Azienda Speciale per la Gestione degli Impianti Sportivi del Comune di Trento (ASIS) a seguito di alcune segnalazioni e notizie di stampa relative alla presenza di telecamere negli spogliatoi della piscina.
Le telecamere, installate a partire dal 2007, riprendevano l’area degli armadietti utilizzati dagli utenti per custodire i propri effetti personali. ASIS aveva attivato il sistema per prevenire e accertare furti di portafogli e telefoni verificatisi nella struttura. Sebbene le riprese non comprendessero le cabine per il cambio degli abiti, le docce e i servizi igienici, il Garante ha rilevato che interessavano comunque un luogo caratterizzato da un’elevata aspettativa di riservatezza.
Nel corso del procedimento, ASIS ha disattivato e rimosso le telecamere dagli spogliatoi, aggiornato la cartellonistica e le informative relative al complessivo sistema di videosorveglianza e ridotto i tempi di conservazione delle immagini.
Registro nazionale diabete
Via libera del Garante allo schema di decreto che istituisce, presso il Ministero della salute, il Registro nazionale diabete: un importante archivio che contiene i dati anagrafici e socio-sanitari della popolazione, relativi a casi di diabete di diverso tipo.
Le indicazioni dell’Autorità hanno inteso realizzare un equo bilanciamento tra il diritto alla protezione dei dati personali e le finalità di interesse pubblico perseguite attraverso il Registro.
La Cassazione rafforza i poteri del Garante privacy
Tre sentenze della Cassazione di recente pubblicazione (n. 22791, 24861 e 24862/2026) rafforzano i poteri dell’Autorità italiana Garante della privacy, chiarendone tempi e margini di intervento nell’adozione dei provvedimenti correttivi e sanzionatori. Tali sentenze ridurranno notevolmente i margini di ricorso ai provvedimenti del Garante stesso. La Cassazione, infatti, chiarisce e consolida i margini temporali entro cui il Garante può esercitare i propri poteri correttivi e sanzionatori, senza introdurre nuove regole ma precisando la portata della disciplina vigente.
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