Il cd. Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026) è norma. Si è palesato nell’estate più torrida che l’umanità possa ricordare (e chissà cosa ci riserverà il futuro); nell’intento, tra l'altro, di risolvere dei conflitti applicativi derivanti dalle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2025 (art. 1 c. 48 L. 207/2024) nel perseguimento “degli obiettivi di transizione ecologica ed energetica, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”.
Ora, al di là della norma, vogliamo qui consegnare un quadro applicativo concreto e pratico, che non può prescindere da una serie di valutazione a monte del disposto stesso. Dunque, allacciamo le cinture e partiamo.
La nuova norma, comma per comma
La formulazione dell’art. 2 D.Lgs. 148/2026 del Decreto Omnibus modifica in modo sostanziale l’art. 51 c. 4 TUIR (il quale, ricordiamo, verrà sostituito dal nuovo D.Lgs. 117/2026 a partire dal 1° gennaio 2027).
La norma si compone di diversi commi. Cerchiamo di riassumerli.
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Mario Cassaro
- Consulente del lavoro - PubblicistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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