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In tema di disposizioni contenute nel Decreto Omnibus, il pacchetto premiale più corposo è riservato ai soggetti che decideranno di confermare la propria adesione e rinnovare il concordato preventivo biennale entro la scadenza del 31 ottobre 2026. La ratio delle nuove disposizioni è quella di rafforzare il rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti, utilizzando il rinnovo come un’opportunità di stabilità finanziaria e di semplificazione operativa per imprese e liberi professionisti.

La misura di maggiore impatto sul piano finanziario, riservata ai beneficiari del rinnovo, riguarda la gestione dei flussi di cassa: è infatti prevista la possibilità di rateizzare, senza l’applicazione di interessi, le somme dovute a titolo di saldo e acconto. A questo beneficio si affianca un significativo ridimensionamento dell'attività di controllo della pubblica amministrazione, attuato attraverso la riduzione di due anni dei termini per la notifica degli avvisi di accertamento.

Per facilitare l'operatività quotidiana delle imprese, il provvedimento introduce nuove semplificazioni in materia di rimborsi e compensazioni e prevede l'innalzamento delle soglie che consentono di utilizzare in compensazione i crediti fiscali senza doversi curare del visto di conformità. Completa il quadro delle misure l’accesso esclusivo al ravvedimento speciale per gli anni precedenti, elemento che trasforma il rinnovo del concordato in una vera e propria operazione di deflazionamento dei potenziali contenziosi per il passato.

Nel dettaglio, per i soggetti che confermano la propria partecipazione entro l'autunno, la dilazione dei pagamenti a tasso zero si applica direttamente sull'ammontare complessivo delle imposte concordate, evitando l'aggravamento finanziario tipico degli interessi di mora o di rateazione ordinaria. Allo stesso tempo, lo sconto temporale sulle notifiche degli accertamenti riduce la finestra di vulnerabilità fiscale dell'attività commerciale o professionale, garantendo una stabilità gestionale sensibilmente superiore rispetto a chi resta assoggettato al regime di controllo ordinario.

Ravvedimento speciale esteso al periodo d’imposta 2023

Una delle novità maggiormente attese e di maggiore impatto strategico contenute nel decreto è l’estensione del ravvedimento speciale anche al periodo d’imposta 2023. La sanatoria copre quindi l'intero quadriennio 2020-2023 ed è destinata in modo specifico ai soggetti ISA che scelgono di rinnovare il concordato preventivo biennale dopo aver partecipato al primo ciclo d'adesione.

La logica del meccanismo è quella di definire le eventuali pendenze e irregolarità relative alle annualità pregresse mediante il versamento di un’imposta sostitutiva: tale regolarizzazione consente di limitare in modo significativo il rischio di subire successivi accertamenti fiscali sulle annualità coperte dal versamento.

L'entità dell'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi è strettamente parametrata al livello di affidabilità fiscale dimostrato dal contribuente. Il legislatore ha premiato i comportamenti virtuosi con un’aliquota calcolata a scaglioni in base al punteggio finale ottenuto tramite gli indicatori di affidabilità:

  • aliquota al 10% per i contribuenti che presentano un punteggio ISA pari o superiore a 8;
  • aliquota al 12% per i contribuenti che si collocano in una fascia intermedia con punteggio ISA compreso tra 6 e 8;
  • aliquota al 15% per i contribuenti che registrano un punteggio ISA inferiore a 6.

Tenendo conto del contesto eccezionale legato all’emergenza epidemiologica, per i periodi d’imposta 2020 e 2021 l’importo calcolato beneficia di una riduzione del 30%. In ogni caso, viene fissata una soglia minima di sbarramento: l'importo dovuto a titolo di sanatoria non potrà mai essere inferiore a 1.000 euro per ciascuna annualità regolarizzata, per quanto riguarda le imposte sui redditi e le relative addizionali.

Determinazione della base imponibile e sistema premiale

Oltre alle aliquote dell'imposta sostitutiva, anche la determinazione della base imponibile oggetto di regolarizzazione varia proporzionalmente in funzione dell'affidabilità fiscale. La maggiorazione che deve essere applicata al reddito dichiarato per calcolare la somma da affrancare viene definita secondo criteri regressivi rispetto al punteggio ottenuto:

  • maggiorazione contenuta per i contribuenti capaci di esprimere un’elevata affidabilità fiscale;
  • maggiorazione progressivamente più alta man mano che il punteggio scende verso i livelli minimi.

Si conferma e si rafforza così un’impostazione rigorosamente premiale dell'intero sistema tributario. Le partite Iva che mantengono indicatori fiscali di livello alto possono accedere alla regolarizzazione del quadriennio sostenendo un costo economico sensibilmente inferiore, trasformando la correttezza dichiarativa passata in un risparmio diretto sui costi della sanatoria.

L’integrazione tra il rinnovo del concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027 e la chiusura della finestra 2020-2023 definisce una cornice di forte convenienza per chi intende stabilizzare la propria posizione verso il Fisco. Le aziende e i professionisti che hanno già completato il primo biennio si trovano ora di fronte a una scelta decisiva: l'adesione entro il termine del 31 ottobre 2026 rappresenta una via conveniente per garantirsi una significativa esenzione dai controlli, per beneficiare di una dilazione dei pagamenti senza costi finanziari aggiuntivi e per semplificare la gestione ordinaria di crediti e rimborsi.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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- Dottore commercialista, revisore legale dei conti e giornalista pubblicista

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