La Cass. 30 luglio 2026 n. 24271 si è pronunciata su una rilevante controversia in materia di definizione agevolata delle liti pendenti e recupero di crediti IVA. Con l'ordinanza in esame, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'illegittimità di una intimazione di pagamento notificata ad una società commerciale per esigere somme correlate a un avviso di accertamento già compreso nella procedura di condono fiscale.
La decisione riveste un interesse strategico per professionisti e contribuenti, poiché definisce con precisione i limiti della potestà impositiva della Riscossione successivamente al perfezionamento delle procedure di definizione agevolata.
Il caso di specie: dall'accertamento all'intimazione di pagamento
La vertenza trae origine da una complessa vicenda fiscale legata all'anno d'imposta 2003. La società contribuente aveva richiesto e ottenuto il rimborso dell'eccedenza IVA, previa presentazione di una garanzia fideiussoria. Successivamente, l'Ufficio finanziario aveva notificato un avviso di accertamento con il quale disconosceva parzialmente il credito d'imposta esposto in dichiarazione, reputando indetr...
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Il credito IVA maturato dai soggetti passivi dell’imposta può essere richiesto a rimborso, in presenza di determinati requisiti, attraverso la presentazione della dichiarazione IVA annuale (rimborso annuale), oppure, per..
Claudia Iozzo
- Dottore commercialistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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