Introduzione
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nella serata di martedì 4 agosto, ha varato la bozza di Disegno di Legge destinata a riscrivere in profondità il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, la norma che dal 2001 disciplina la responsabilità amministrativa degli Enti per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio. Durante la conferenza stampa che ha seguito la riunione, il Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha indicato 3 snodi che più di altri segnano un cambio di paradigma: la colpa d’organizzazione come fondamento autonomo della responsabilità dell’Ente, l’inversione dell’onere della prova a favore delle imprese e la possibilità di adeguare il modello organizzativo anche dopo che la contestazione è già stata formalizzata dal Pubblico Ministero. Tre temi che, insieme, ridisegnano la logica con cui negli ultimi 25 anni le Procure e i Giudici hanno accertato la responsabilità di società ed Enti.
Il nodo della colpa d’organizzazione
Il cuore della riforma - secondo quanto emerge dalla bozza e come confermato in conferenza stampa - introduce una previsione che segna il cambio di impostazione in modo netto: la responsabilità dell’Ente sussiste solo se la commissione del reato “è stata determinata o agevolata dalla mancata adozione o dall’inefficace attuazione” del modello organizz...
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