Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 26 giugno 2026, n. 138 (in vigore dal 18 agosto 2026), prende forma la concreta razionalizzazione del sistema degli incentivi, in attuazione della delega contenuta nella Legge 160/2023.
L'obiettivo fondamentale espresso dal legislatore è duplice: porre un freno alla proliferazione di micro-misure frammentate e creare un hub finanziario centralizzato e leggibile a sostegno degli investimenti industriali. L'intervento opera una cernita drastica degli strumenti operativi, riducendo le sovrapposizioni e fissando nuove regole di ingaggio sia per le PMI sia per la grande industria, con l'esclusione espressa dei soli comparti agricolo, forestale, della pesca e dell'acquacoltura.
La mappa della razionalizzazione: i 5 pilastri del MIMIT
La misura centrale della riforma risiede nel riordino delle competenze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. D'ora in avanti, l'architettura dell'offerta incentivi nazionale in capo al MIMIT farà perno in modo quasi esclusivo su cinque strumenti portanti, individuati come gli unici veicoli realmente idonei a generare impatto strutturale sulla competitività:
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