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Premessa

La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 137) ha inserito all’art. 33 del DL 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, il comma 2-ter, che esclude, al ricorrere di determinate condizioni, l’applicazione dell’aliquota d’imposta addizionale del 10% sugli emolumenti variabili eccedenti la parte fissa della retribuzione ai dirigenti e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa operanti nel settore finanziario. Lo stesso comma 2-ter dispone che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stabiliti le modalità e i termini di attuazione delle disposizioni in commento.

Il Provvedimento direttoriale 30 luglio 2026, prot. n. 2026/223895 detta le modalità e i termini di attuazione delle citate disposizioni.

Ambito soggettivo

Le disposizioni del provvedimento in commento si applicano ai soggetti che erogano emolumenti variabili sotto forma di bonus e stock options ai dirigenti e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa operanti nel settore finanziario: l’aliquota addizionale non si applica nel caso in cui vengano rispettate le condizioni previste dal comma 2-ter dello stesso articolo e dal presente provvedimento.

L’agevolazione subordinata a versamenti verso gli ETS

L’agevolazione è subordinata a un versamento a favore di enti del Terzo settore di importo almeno pari al doppio della somma dovuta in caso di mancata donazione: nella sostanza chi eroga gli emolumenti variabili deve effettuare, a favore di uno o più enti del Terzo settore disciplinati dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore), un versamento almeno pari al doppio dell’addizionale complessivamente dovuta per il periodo di riferimento.

È condizione necessaria che i destinatari delle donazioni siano effettivamente indipendenti rispetto a chi eroga gli emolumenti: non possono, quindi, essere scelti enti che controllano il donatore, che ne sono controllati o che appartengono al medesimo gruppo di controllo.

Il versamento deve essere commisurato all’intero ammontare dell’addizionale dovuta nel periodo d’imposta cui si riferisce l’agevolazione e l’eventuale carente omesso versamento non fa perdere l’agevolazione. La somma deve essere donata tramite bonifico: vengono comunque riconosciuti anche i pagamenti eseguiti prima della pubblicazione del provvedimento in commento con strumenti diversi, purché tracciabili e regolarmente rendicontati dall’ente beneficiario.

Inoltre, qualora a seguito delle operazioni di conguaglio emerga che l’importo già versato sia inferiore al minimo richiesto dalla norma, pari al doppio dell’addizionale dovuta l’erogatore non perde automaticamente il beneficio, ma può integrare la somma mancante effettuando un versamento aggiuntivo agli ETS entro 60 giorni dal termine previsto per la consegna della CU.

Agevolazione e dichiarazione dei redditi

Chi attribuisce stock option e bonus agevolabili ai beneficiari della misura deve indicare nella propria dichiarazione dei redditi sia l’ammontare delle somme versate sia i codici fiscali degli enti beneficiari e sono tenuti a conservare la documentazione che dimostri l’addizionale complessivamente dovuta e gli importi effettivamente erogati: nella CU rilasciata ai dirigenti e ai collaboratori coordinati e continuativi che percepiscono gli emolumenti variabili, il sostituto d’imposta deve attestare la mancata applicazione dell’aliquota addizionale del 10%, in conformità a quanto previsto dall’art. 33, comma 2-ter che disciplina la misura.

Requisiti per la disapplicazione

La disapplicazione dell’aliquota addizionale è subordinata alle seguenti condizioni:

a) versamento, da parte del soggetto che eroga gli emolumenti variabili, di una somma pari ad almeno il doppio dell’addizionale complessivamente dovuta per il periodo di riferimento, in favore di uno o più enti del Terzo settore diversi dai soggetti che:

- controllano direttamente o indirettamente il soggetto erogatore delle remunerazioni;

- sono da questo controllati;

- sono controllati dallo stesso soggetto che controlla l’erogatore;

b) il versamento deve riferirsi all’ammontare complessivo dell’addizionale dovuta per il periodo d’imposta.

Decorrenza

Le disposizioni del provvedimento in commento si applicano dalle remunerazioni variabili erogate a partire dal 1° gennaio 2026 ed è previsto un regime transitorio per i versamenti effettuati nel corso del 2026. In particolare, i versamenti eseguiti dal 1° gennaio 2026 fino alla chiusura del periodo d’imposta, qualora questa avvenga prima del 31 dicembre 2026, dovranno essere riportati nel Modello Redditi 2027 come pure i versamenti effettuati nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026.

Fonte: Provvedimento AdE 30 luglio 2026, prot. n. 223895

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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