Lunedì 20 luglio – Ryanair e i numeri del primo trimestre
L’anno fiscale 2026 si era chiuso con risultati record: un utile netto di 2,26 miliardi di euro, cresciuti del 40% rispetto all’anno prima. Però, proprio nel quarto e ultimo trimestre la compagnia aerea guidata da Michael O' Leary aveva evidenziato alcune criticità, come la perdita di 396 milioni di euro, peggio di quanto stimavano gli analisti, e non aveva fornito la guidance finanziaria per il futuro. Quel futuro comincerà a svelarsi oggi con la pubblicazione della prima trimestrale del nuovo anno 2026-27: le incertezze principali sono legate al costo del carburante, stimato in crescita specialmente alla luce degli scenari bellici che non si fermano. Una spia del momento critico si è accesa qualche giorno fa con l’attacco, durissimo, di O’Leary a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue bollata come “inutile” (von der Leyen, non la Commissione). Nel mirino del manager, le misure per favorire la competitività nei cieli.
Martedì 21 luglio – Conti di Gm poi quelli di Tesla e Volkswagen
Fare i conti con l’elettrico. Per i carmaker tradizionali è un obbligo che può risultare doloroso. Ne sa qualcosa General Motors che aveva archiviato il quarto e ultimo trimestre con una perdita di 3,3 miliardi di dollari per un ridimensionamento delle attività nel settore costato molto di più, sui 7 miliardi. Oggi arrivano i nuovi budget e sarà il momento per mettere alla prova la risposta del colosso a un business diventato sempre più complesso. Lo sanno bene alla Tesla che presenta i dati mercoledì 22 e Volkswagen (venerdì 24 luglio). Non c’è produttore di automobili che possa stare tranquillo, tra normative sempre più stringenti, una tecnologia in divenire, lo slalom da fare tra i dazi reciproci e i colossi del Dragone rosso già entrati con forza sui mercati, quello europeo in particolare.
Mercoledì 22 luglio – L’Ue si pronuncia sulla fusione Paramount-Warner Bros
Oggi l’Unione europea potrebbe accettare i correttivi, proposti da Paramount, per favorire la concorrenza dopo che avrà acquisito (per 111 miliardi) la Warner Bros. Oppure potrà avviare una indagine conoscitiva, di fatto bloccando la mega operazione che ha tenuto per mesi con il fiato sospeso Hollywood (e un po’ Wall Street). Infatti, conclusa la sfida con Netflix a colpi di rilanci miliardari, adesso la Paramount guidata da David (figlio di Larry) Ellison deve superare l’esame europeo. Il Vecchio continente è sensibile ai temi dell’antitrust ma in questo caso c’è altro e di più. Fusioni del calibro di quello americano possono avere impatti enormi sul cinema europeo: basti pensare che Warner Bros in Europa è un produttore e distributore molto attivo. Piccole e medie società del settore sono già in preallarme da quando la Paramount ha previsto “sinergie” sui costi per sei miliardi. Senza parlare degli esercenti cinematografici, visto che già oggi i film Usa hanno una fetta pari al 60% di quanto si proietta nelle sale europee. La preoccupazione è alta. E anche giustificata.
Mercoledì 22 luglio – La Germania decide su Deutsche Bahn e la concorrenza
La parola oggi è alla Bundesnetzagentur, autorità federale tedesca di regolazione delle reti e infrastrutture statali. Dovrà decidere se le ferrovie tedesche (Deutsche Bahn attraverso la controllata DB InfraGo) devono fare spazio all’ingresso di Italo che i media tedeschi chiamano la Ferrari dei treni per via di Luca Cordero di Montezemolo. Obiettivo del gruppo è operare in Germania dal 2028 e per questo è previsto un investimento da 3,6 miliardi di euro e l’acquisto di 30 treni ad alta velocità da Siemens. Nella ripartizione degli orari e delle tratte, le più ambite collegano Amburgo, Berlino e Monaco di Baviera e poi la linea che da Monaco arriva a Dortmund, via Colonia. Ovviamente, resta in piedi la contrarietà dell’operatore di casa, ma queste resistenze potrebbero avere vita breve, come già è successo nel settore bancario con Commerzbank conquistata da Unicredit. Tra gli interessati all’apertura c’è anche Trenitalia: lo scorso anno aveva anticipato l’idea di voler entrare nel trasporto a lunga percorrenza. L’orizzonte si va popolando di treni.
Giovedì 23 luglio – Il trimestre di Unicredit
Approvati ieri dal Cda, oggi i conti della semestrale di Unicredit passeranno al vaglio di analisti ed esperti. Ci sarà anche l’occasione di avere chiarimenti sull’andamento del mercato. Ma più di ogni altra cosa, c’è da scommettere che la curiosità di tutti nei confronti del ceo Andrea Orcel sarà capire che cosa succede da ora in poi. Cioè dopo la conclusione positiva dell’ops su Commerzbank, l’istituto di credito tedesco che ha opporto una strenua resistenza all’ingresso della banca milanese. Basta leggere le recenti dichiarazioni di Bettina Orlopp, la ceo che continua a mandare messaggi quantomeno ambivalenti, che vanno dal “siamo pronti a collaborare” passando per l’accusa di operazioni finanziarie poco chiare tornando al desiderio di “instaurare un dialogo costruttivo” con Unicredit. Sarà anche così ma le premesse non sembrano esserci. Da capire come Orcel vuole adesso impostare la partita, tenendo conto che la stessa Orlopp ha escluso dimissioni anticipate, ricordando che il suo contratto dura fino al 2029. Certo, un punto su cui ai due banchieri sarà facile andare d’accordo è la necessità di “evitare instabilità”. Occorrerà prudenza e saggezza. I numeri sono importanti ma oggi l’attenzione andrà alle parole.
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