Il 3 luglio 2026, la Commissione Europea ha ufficialmente adottato l'atto delegato che modifica il Regolamento Delegato (UE) 2023/2772, segnando un importante passo avanti nel percorso di razionalizzazione degli adempimenti aziendali. L'iniziativa si inserisce nel contesto del pacchetto di semplificazione previsto dalla Direttiva Omnibus I (Direttiva (UE) 2026/470), entrata in vigore a inizio anno con l'obiettivo di ridurre il numero di imprese incluse nell'ambito di applicazione e snellire il quadro normativo complessivo.
Il nuovo testo recepisce e integra la consulenza tecnica fornita dall'EFRAG alla fine del 2025, introducendo modifiche mirate a facilitare l'applicazione pratica delle norme senza però compromettere gli obiettivi ambientali e sociali del Green Deal europeo.
Meno burocrazia e riduzione dei costi
Il pilastro centrale della riforma è la drastica riduzione del carico informativo richiesto alle società. Tra le novità principali figurano:
Questa revisione si traduce in un beneficio economico diretto. Secondo le stime dell'analisi costi-benefici condotta dall'EFRAG, le imprese beneficeranno di un risparmio medio sui costi di rendicontazione pari al 34% rispetto allo scenario di base nell'arco di un quinquennio. Considerando anche gli effetti positivi indotti lungo l'intera catena del valore, i risparmi cumulativi per il periodo 2027-2031 saliranno da 3,7 miliardi a circa 4,7 miliardi di euro.
Flessibilità e tempistiche
La Commissione Europea ha introdotto ulteriori margini di flessibilità, come la possibilità per le aziende di scegliere tra l'approccio del controllo finanziario o del controllo operativo per definire i confini delle proprie emissioni di gas serra. Sono stati inoltre previsti periodi di rinvio (phase-in) aggiuntivi, ad esempio per la comunicazione degli effetti finanziari anticipati e per le segnalazioni relative alle sostanze estremamente preoccupanti (SVHC).
Il testo stabilisce che le imprese avranno l'obbligo di applicare gli standard rivisti a partire dai bilanci dell'esercizio 2027. Tuttavia, viene concessa la facoltà di applicarli su base volontaria già per l'anno finanziario 2026, oppure di usufruire fin da subito di alcune specifiche esenzioni e agevolazioni procedurali per facilitare la transizione verso il nuovo impianto normativo.
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