Le rilevazioni statistiche annuali relative all’attività svolta dal Garante della privacy mettono in evidenza l’altra faccia del principio di accountability (responsabilizzazione): il Gdpr (Reg. UE 2016/679) porta le autorità per la protezione dei dati a impegnarsi per lo più nello svolgimento di compiti correttivi e sanzionatori.
I dati del 2026
Analizzando, i numeri dei provvedimenti pubblicati sul sito www.garanteprivacy.it, risulta che nei primi sei mesi del 2026 le ordinanze-ingiunzioni, con le quali sono state inflitte sanzioni pecuniarie hanno superato il 50% dei provvedimenti stessi. Inoltre, supera il 25% il numero di prescrizioni, divieti e avvertimenti. Di conseguenza tre quarti dei provvedimenti editi del Garante nella prima metà del 2026 sono costituiti da atti rientranti nei poteri correttivi e sanzionatori.
Passando, invece, ad attività di orientamento e consultive, nel primo semestre del 2026 le risposte a quesiti e le linee guida, sommate insieme, superano di poco l’1%. Sono, poi, evidenziati i pareri, che raggiungono quasi il 18%, ma la maggioranza di essi concerne un aspetto specifico e cioè le richieste di accesso civico generalizzato (pari al 10%). Infine, sono elencate le deliberazioni (di poco oltre il 4%), ma per la quasi totalità (oltre il 3%) sono deliberazioni relative a un’unica m...
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