X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
+ -
    • Condividi su
  • Tempo di lettura 3 min.

Pubblicato in GU 30 giugno 2026 n. 149, il DM MEF 23 giugno 2026 che fissa i tassi effettivi globali medi rilevati nel primo trimestre dell'anno e definisce anche il meccanismo matematico per stabilire il limite massimo oltre il quale gli interessi sono considerati usurari. Per trovare questa soglia, i tassi medi rilevati dal Ministero devono essere:

  • aumentati di un quarto (25%);

  • sommati a un ulteriore margine fisso di 4 punti percentuali. 

Lo scostamento tra il tasso medio e la soglia di usura così calcolata non può, in ogni caso, superare la differenza massima di otto punti percentuali.

Le banche, gli intermediari finanziari e tutti gli enti autorizzati a erogare credito avranno l'obbligo di esporre la tabella delle soglie in modo visibile nei locali aperti al pubblico.

Un dettaglio importante riguarda la gestione dei casi di ritardato pagamento. I tassi medi indicati nel decreto non comprendono gli interessi di mora pattuiti nei contratti. Tuttavia, l'ultima rilevazione statistica condotta evidenzia che i tassi di mora presentano una maggiorazione media rispetto ai tassi corrispettivi pari a:

  • 1,9 punti percentuali per i mutui ipotecari oltre i cinque anni;
  • 4,1 punti percentuali per i contratti di leasing;

  • 3,1 punti percentuali per la totalità degli altri prestiti.

I criteri di classificazione delle operazioni continuano a seguire la ripartizione in categorie omogenee e le regole tecniche definite per il calcolo del costo del credito.

Fonte: DM MEF 23 giugno 2026 (GU 30 giugno 2026 n. 149)

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”