Il principio: confisca ambientale sì, ma senza automatismi patrimoniali
Nei reati ambientali, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente non può essere mantenuto nei confronti del singolo concorrente per l’intero profitto generato dalla vicenda illecita, se non viene spiegato quale parte di quel profitto sia concretamente riferibile alla sua condotta o alle società nel cui interesse ha agito. La misura cautelare reale, anche quando anticipa una confisca obbligatoria, deve restare proporzionata, prevedibile e causalmente collegata al vantaggio economico effettivamente conseguito dal destinatario del vincolo.
È il principio che emerge dalla sentenza della Cass. pen n. 22015/2026, in una vicenda relativa al delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti di cui all’art. 452-quaterdecies c.p.: la decisione si colloca nel solco tracciato dalle Sezioni Unite con la sentenza Massini (sentenza n. 13783/2024), che ha escluso ogni automatismo fondato sulla cosiddetta solidarietà passiva tra concorrenti nel reato.
Il caso di specie
La vicenda nas...
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