Il decreto MEF 27 febbraio 2026, cui l'avviso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 22 giugno 2026 n. 142, prevede novità sul Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura 2026. Le realtà imprenditoriali e i professionisti che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica potranno ottenere finanziamenti diretti fino a 40.000 euro per singola operazione, attinti fino al 40% dalle risorse non impegnate del Fondo e integrati con mezzi propri dei Confidi.
Il decreto non si limita a ridisegnare i compiti dei soggetti coinvolti, ma introduce una serie di pilastri strutturali per blindare e velocizzare l'efficacia degli interventi:
garanzia statale di ultima istanza: è la rete di sicurezza definitiva per le banche e gli intermediari. Se il soggetto garante (Confidi o associazione) non salda il dovuto in caso di default del debitore, interviene direttamente lo Stato a copertura delle somme, senza possibilità di richiedere la preventiva escussione;
coperture a prima richiesta: le garanzie rilasciate diventano esplicite, irrevocabili e incondizionate. Coprono fino all'80% del debito residuo (per operazioni fino a un tetto di 150.000 euro), assicurando agli istituti di credito il pagamento entro 90 giorni dall'escussione;
nuovi equilibri nella governance: le risorse complessive vengono redistribuite attribuendo il 60% ai Confidi e il 40% a fondazioni e associazioni antiusura, potenziando il ruolo di queste ultime nel contrasto al sovraindebitamento;
patrimonio pubblico intoccabile: per evitare che le vicende patrimoniali degli enti gestori intacchino le tutele, i contributi statali sono qualificati come risorse pubbliche a tutti gli effetti, diventando assolutamente impignorabili e vincolati all'obbligo di contabilità separata.
I criteri per accedere ai nuovi pacchetti di garanzie diventano inoltre più inclusivi. Per responsabilizzare i beneficiari e favorire la rotazione dei fondi, per ottenere un nuovo prestito assistito sarà necessario aver estinto il precedente o essere in regola con il piano di ammortamento, avendo già versato almeno il 25% della quota capitale.
A fare da cabina di regia per l'intera operazione sarà una piattaforma informatica centralizzata denominata "Applicativo". Ogni singola operazione, modifica del credito, sospensione delle rate o richiesta di escussione dovrà essere caricata digitalmente sul sistema. L'aggiornamento dei dati, che avrà cadenza almeno trimestrale, sarà un parametro fondamentale per la Commissione del MEF nella valutazione della solidità e dell'efficienza dei gestori ai fini del riparto annuale dei fondi.
Proprio sul fronte della gestione, la Commissione stabilirà le quote annuali impedendo distribuzioni sproporzionate: nessun ente potrà ricevere risorse superiori a tre volte quelle già gestite al termine dell'anno precedente. Controlli stringenti anche per le procedure di recupero crediti e per gli eventuali accordi transattivi con i debitori, che saranno validi solo se garantiranno un rientro minimo pari ad almeno il 15% del debito complessivo.
Fonte: Decreto MEF 27 febbraio 2026
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