La riforma fiscale ridisegna il sistema grazie a 18 decreti e 8 Testi Unici, ma la vera semplificazione dipenderà da un reale riordino normativo e non da una mera ricognizione. L'efficacia di pilastri come compliance e contraddittorio preventivo richiede un radicale cambio culturale e uno sforzo comune tra commercialisti e amministrazione finanziaria. L'intelligenza artificiale nei controlli offre grandi opportunità di contrasto all'evasione, ma va difesa la centralità del controllo umano per prevenire errori e tutelare i dati.
Massimo Conigliaro, Presidente ODCEC Siracusa, ne parla in questa intervista rilasciata a QuotidianoPiù.
Presidente Conigliaro, il convegno di Siracusa mette al centro della discussione le sfide della riforma fiscale. Quali sono i passaggi decisivi perché la riforma non resti solo un intervento normativo, ma diventi una reale semplificazione del sistema fiscale?
Il sistema fiscale italiano è complesso, stratificato da decenni di interventi normativi a macchia di leopardo, che hanno modificato – in maniera non sempre coordinata – i diversi comparti impositivi. Nel frattempo, il mondo si è evoluto e dopo la rivoluzione industriale è arrivata quella digitale: le imprese hanno affrontato sfide importanti, superato difficoltà di contesto e guardato sempre più alle nuove opportunità, anche all’estero. Il tax planning ed il rischio fiscale sono diventati variabili rilevanti, che il nostro legislatore ha deciso di affrontare per tentare di rendere competitivo il nostro variegato sistema tributario.
La sfida lanciata con la L. 111/2023 sembrava, in verità, difficilmente realizzabile: l’idea del Governo – ed in particolare del Vice Ministro dell’Economia con delega alle Finanze Maurizio Leo – era quella di ridisegnare l’intera architettura fiscale per provare a fare ordine nelle disposizioni delle singole imposte e consentire agli interpreti un più razionale approccio e, in definitiva, una più agevole applicazione delle norme.
Tutto questo porterà ad una reale semplificazione? Forse è presto per dirlo, anche se è l’auspicio di tutti da almeno trent’anni. Bisogna riconoscere che è stato fatto un grandissimo lavoro, sono stati approvati 18 decreti delegati in attuazione dei principi fissati dalla legge delega ed emanati 8 Testi Unici, ultimo in ordine di tempo quello sull’accertamento che, come gli altri, entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Siamo quindi in dirittura d’arrivo. Chi ha avuto la pazienza di leggerli e studiarli, avrà potuto apprezzare il grande sforzo di riordino delle singole materie, riunendo in un unico contesto disposizioni disseminate in decine e decine di leggi e decreti. Non si è trattato, tuttavia, di mera ricognizione: molte norme sono entrate nel frattempo in vigore, revisionando quelle attuali, con la valorizzazione di alcuni principi chiave della riforma.
Compliance, contraddittorio preventivo e giustizia tributaria sono tra i pilastri del nuovo impianto. Quali aspetti ritiene ancora aperti e da affrontare per rendere la riforma davvero efficace?
Stiamo già sperimentando le novità introdotte nello Statuto dei Diritti del Contribuente, opportunamente rimodulato in alcuni suoi aspetti, con il rafforzamento del contraddittorio preventivo, diventato ormai elemento centrale della riforma con la previsione dello schema d’atto all’interno del procedimento che porta all’emissione dell’avviso di accertamento. Sono state rimodulate le sanzioni amministrative e penali, riviste numerose disposizioni in materia di riscossione, implementati gli strumenti volti alla mappatura del rischio fiscale ed alla sua attenuazione mediante istituti innovativi come il Tax Control Framework, in prospettiva destinati ad una platea sempre più ampia di contribuenti, anche su opzione. E’ stato introdotto il concordato preventivo biennale, strumento probabilmente da affinare, che costituisce comunque un’opportunità per i contribuenti di minori dimensioni.
Nella Giustizia Tributaria sono da accogliere con favore le modifiche apportate ad un testo che ancora di recente era stato revisionato e che, tuttavia, aveva bisogno di adeguarsi anche da punto di vista dell’evoluzione digitale.
Si tratta senza dubbio di una grande riforma, di una vera e propria sfida, la cui efficacia dipende però dalla capacità dei diversi attori – professionisti e amministrazione finanziaria – di comprendere la portata del messaggio che reca con sé: come tutte le grandi riforme o innovazioni, serve un radicale cambio culturale. Può sembrare un luogo comune, un modo per rimettere alla volontà dei singoli l’efficacia di una norma; sono però fermamente convinto che bisogna insistere su tale aspetto. Da una parte i commercialisti e dall’altra i funzionari tributari: serve uno sforzo comune per dare sostanza al dettato normativo che vuole un contraddittorio informato ed effettivo, con il coraggio di ammettere i propri errori ed annullare gli atti, ovvero fruire delle opportunità offerte dall’acquiescenza e dal ravvedimento.
Rimangono ancora aperti alcuni cantieri della riforma e le esigenze di maggiore tutela dei contribuenti di fronte al diffuso utilizzo di presunzioni
Il contrasto all’evasione passa ora anche attraverso strumenti digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale nei controlli fiscali. Quali opportunità e quali rischi intravede per contribuenti e professionisti?
E’ il tema del momento. Il legislatore italiano ha recepito di recente le disposizioni unionali in materia, sottolineando la dimensione antropocentrica dell’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale. La riforma fiscale aveva già previsto, in più punti della legge delega, la piena interoperabilità delle banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria e l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiali per il contrasto all’evasione e l’attività di controllo. Occorrono tuttavia molte cautele, per evitare i ben noti fenomeni di “allucinazione” di cui soffre l’IA, se non adeguatamente presidiata.
L’Agenzia delle Entrate lavora da tempo sul punto, anche se non sono state rese note indicazioni operative. E’ di questi giorni la condivisibile proposta – formulata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel corso di un’audizione in Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria - di istituire un Tavolo tecnico di confronto all’interno del quale discutere e approfondire con l’Amministrazione finanziaria soluzioni finalizzate a favorire il reciproco dialogo su temi di attualità, come la gestione dei dati tramite sistemi di intelligenza artificiale. Inutile negare le grandi opportunità offerte dall’IA in molteplici situazioni, che possono effettivamente aiutare sia l’attività professionale che quella degli enti impositori. Cominciamo un po' tutti a comprenderne i rischi, a coglierne le opportunità, a riconoscerne i prodotti.
Ritengo fondamentale che l’intelligenza artificiale rimanga un mero strumento, per quanto affinato ed evoluto, per raggiungere un fine; la valutazione, il ragionamento sono ingredienti necessari per il prodotto finito, che – è bene ricordarlo – deve essere generato all’interno di un ambiente affidabile con una base dati sicura. Il controllo umano sul dato e sulle decisioni è un patrimonio che occorre preservare.
|
Lefebvre Giuffrè è presente al convegno, organizzato dall'ODCEC di Siracusa con il patrocinio del CNDCEC, su "La grande sfida della riforma fiscale", il 20 giugno 2026 all'Eureka Palace Hotel, Contrada Spinagallo, Siracusa. Clicca qui per il programma. |
Quotidianopiù è anche
su WhatsApp!
Clicca qui per iscriverti gratis e seguire
tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.
Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o
contatta il tuo
agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.