Il DM 7 maggio 2026 del Ministero delle imprese e del made in Italy, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 giugno 2026, definisce struttura, funzionamento e flussi informativi dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici, nuovo strumento di valorizzazione del tessuto economico tradizionale italiano, in attuazione del D.Lgs. 219/2024.
L’Albo nazionale si compone degli albi regionali, provinciali, comunali e delle città metropolitane già esistenti, che dovranno essere inviati e periodicamente aggiornati dalle amministrazioni territoriali competenti. In sede di prima applicazione, comuni, unioni di comuni, città metropolitane, province, regioni e Province autonome che abbiano istituito propri elenchi di attività commerciali, botteghe artigiane ed esercizi pubblici storici avranno 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto per trasmettere, tramite le regioni e le Province autonome, gli elenchi dei soggetti iscritti.
Gli operatori già presenti in albi locali saranno iscritti di diritto all’Albo nazionale, anche se non in possesso dei requisiti oggi previsti dall’art. 3 D.Lgs. 219/2024, garantendo così continuità di tutela alle realtà storiche già riconosciute.
All’interno dell’Albo viene istituita una sezione specifica dedicata alle attività storiche di eccellenza, riservata a quelle realtà che presentano particolari caratteristiche di pregio individuate dall’art. 4 D.Lgs. 219/2024 e che saranno disciplinate da un apposito regolamento attuativo. L’Albo sarà articolato in una sezione ordinaria, che raccoglie tutte le attività storiche iscritte nei diversi albi territoriali, e in una sezione delle eccellenze.
Il nuovo strumento sarà consultabile online: il MIMIT pubblicherà l’Albo in una sezione dedicata del proprio sito istituzionale, con rinvii ai siti di regioni e comuni, mentre il portale “Italia.it” del Ministero del turismo e il sito di ENIT ospiteranno informazioni, misure di valorizzazione e campagne informative rivolte al turismo nazionale e internazionale, rinviando a loro volta alla sezione ministeriale.
Il funzionamento dell’Albo si basa su un flusso di aggiornamento annuale:
A supporto della gestione digitale sono state approvate specifiche linee guida tecniche, che standardizzano formato e contenuti dei file da trasmettere: i dati viaggeranno in un file .xlsx denominato con il nome della regione e l’anno di riferimento, contenente, tra gli altri, comune, provincia, CAP, denominazione, indirizzo, settore, tipologia di attività, eventuale qualifica di “attività storica di eccellenza”, sito web e link all’albo di iscrizione. Le regioni e le Province autonome, o gli enti delegati, dovranno inviare tali file all’indirizzo PEC dedicato del MIMIT, secondo le tempistiche fissate dal decreto.
Fonte: DM 7 maggio 2026 (GU 9 giugno 2026 n. 131)
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