X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
  • ARGOMENTI
  • Privacy
Altro
+ -
    • Condividi su
  • Tempo di lettura 1 min.

Le Linee guida dell’EDPB (European Data Protection Board) sul diritto all’oblio nei confronti dei motori di ricerca aggiornano e sistematizzano, alla luce del GDPR l’interpretazione della storica sentenza Costeja della Corte di giustizia UE del 2014, che ha riconosciuto all’interessato la possibilità di chiedere la rimozione di link dall’elenco dei risultati associati al proprio nome. Il documento, adottato in versione 2.0 il 7 luglio 2020 dopo consultazione pubblica, si concentra esclusivamente sul ruolo dei motori di ricerca, distinto da quello degli editori dei siti web originari, e chiarisce che la deindicizzazione non comporta la cancellazione del contenuto alla fonte, che rimane online e accessibile con altre chiavi di ricerca.

Il diritto all’oblio viene letto come diritto a chiedere la deindicizzazione ai sensi dell’art. 17 GDPR, che prevede sei motivazioni per la cancellazione dei dati: non necessità rispetto alle finalità del trattamento, revoca del consenso, opposizione dell’interessato, trattamento illecito, obbligo legale di cancellazione, dati raccolti nell’ambito di servizi della società dell’informazione offerti a minori. 

Le Linee guida sottolineano che, con il GDPR, cambia l’onere della prova: l’interessato può opporsi al trattamento per motivi connessi alla propria situazione particolare, senza dover dimostrare motivi “preminenti e legittimi”, mentre è il motore di ricerca che deve provare l’esistenza di motivi legittimi cogenti per continuare a indicizzare il contenuto. Ne deriva una presunzione a favore dell’interessato, che rafforza il diritto all’oblio rispetto al quadro della Dir. 95/46/CE. 

Il focus delle Linee guida è il bilanciamento tra diritto alla protezione dei dati e diritto alla libertà di espressione e informazione. In linea generale, afferma l’EDPB, i diritti dell’interessato prevalgono sull’interesse del pubblico ad accedere all’informazione tramite il motore di ricerca; tuttavia, questo equilibrio può spostarsi quando la persona riveste un ruolo nella vita pubblica o quando l’informazione risponde a un forte interesse pubblico, ad esempio in relazione a reati o vicende di particolare rilievo.

Il motore di ricerca deve valutare caso per caso se il mantenimento del link sia “strettamente necessario” per tutelare la libertà di informazione degli utenti, potendo in tal caso rifiutare la deindicizzazione, ma fornendo adeguata motivazione. Le eccezioni al diritto alla cancellazione previste dall’art. 17 par. 3 GDPR (obbligo legale, compiti di interesse pubblico, sanità pubblica, ricerca e archiviazione, esercizio di diritti in sede giudiziaria) risultano, secondo l’EDPB, solo raramente invocabili dai motori di ricerca, la cui attività si fonda di regola sul legittimo interesse e non su specifici obblighi normativi o poteri pubblici. 

Le Linee guida annunciano infine che ci sarà un allegato dedicato ai criteri pratici per le autorità di controllo nella gestione dei reclami contro i rifiuti di deindicizzazione, confermando l’obiettivo di garantire applicazioni uniformi del diritto all’oblio in tutta l’Unione.

Fonte: Linee Guida

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Vedi anche

Mondo Digitale DAL GARANTE PRIVACY

Sentiment analysis delle chat di lavoro dei dipendenti

Con il comunicato stampa del 28 maggio 2026, il Garante Privacy ha inviato un avvertimento a una start up che ha sviluppato un redazione Memento

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”