Rottamazione-quinquies: no all'estensione per le casse privatizzate (Risp. a interr. parl. 20 maggio 2026 n. 5-05405)
In tema di Rottamazione-quinquies molti professionisti speravano in un'estensione del beneficio — che permette l'estinzione dei debiti escludendo sanzioni, interessi di mora e aggio — anche ai contributi omessi verso le Casse previdenziali privatizzate e la gestione separata dell'INPGI, sulla falsariga di quanto avvenuto con la sanatoria del 2023.
Il Governo ha però espresso un netto parere negativo, evidenziando criticità tecniche e operative:
l'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) non possiede le informazioni necessarie per distinguere i carichi affidati dalle Casse previdenziali che non derivano da attività di accertamento (le uniche ammissibili);
l'iter della definizione agevolata è partito da mesi e il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 30 aprile 2026. Modificare la platea ora comporterebbe il caos nel calendario dei pagamenti e richiederebbe una nuova copertura per i saldi di finanza pubblica.
La rottamazione resta quindi circoscritta esclusivamente ai carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da controlli automatici/formali sulle dichiarazioni annuali delle imposte e ai contributi previdenziali INPS non da accertamento.
CPB 2026/2027: nessuna stangata per le partite IVA (Risp. a interr. parl. 20 maggio 2026 n. 5-05407)
In tema di Concordato Preventivo Biennale la metodologia di calcolo delle proposte per il biennio 2026/2027 non prevede modifiche significative rispetto ai periodi precedenti (2024/2025 e 2025/2026). Non si tratta di una tassazione presuntiva unilaterale, ma di una scelta facoltativa per ottenere certezza fiscale.
I dati del primo anno di applicazione mostrano che lo strumento ha registrato l'adesione di oltre mezzo milione di contribuenti (pari a circa il 20% della platea potenziale). Di questi, il 41% presentava un voto ISA basso e ha sfruttato il CPB per allineare il proprio reddito a livelli di affidabilità fiscale, mentre il 33,9% ha confermato la propria piena affidabilità. La novità più rilevante per il nuovo biennio è contenuta nel decreto ministeriale dell'11 maggio 2026.
Vedi anche: CPB 2026-2027: in G.U. i criteri per il calcolo della proposta del 21 maggio 2026.
All'articolo 4 è stata introdotta una nuova causa di cessazione del concordato pensata per tutelare le partite IVA. I contribuenti potranno recedere dall'accordo o rivedere i termini qualora subiscano impatti economici negativi correlati ai conflitti armati e all'instabilità geopolitica nell'area mediorientale.
Il Governo ha assicurato che continuerà il monitoraggio degli effetti del CPB sul gettito dello Stato, promettendo continui affinamenti per garantire il giusto equilibrio tra la sostenibilità fiscale per i contribuenti e l'efficacia nel contrasto all'evasione.
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Federico Gavioli
- Dottore commercialista, revisore legale dei conti e giornalista pubblicistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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