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Il CNDCEC, in collaborazione con la FNC, ha rilasciato l’atteso documento di ricerca intitolato “L’emersione anticipata della crisi: ordinamenti a confronto”. Il testo è stato redatto dalla Commissione di studio “Insolvenza internazionale”, attiva nell'area di delega dedicata alla gestione della crisi d'impresa e procedure concorsuali, coordinata dai consiglieri nazionali Cristina Marrone e Pierpaolo Sanna.

Lo studio nasce con l'intento di fornire ai professionisti una mappatura chiara e comparata delle soluzioni adottate dai principali partner commerciali dell'Italia per recepire la Direttiva UE 2019/1023 (la cosiddetta Direttiva Insolvency). I Paesi esaminati – Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito – riflettono sia modelli d'eccellenza nel campo della ristrutturazione preventiva, sia le economie con cui il sistema produttivo italiano intrattiene i rapporti societari e commerciali più intensi.

Il focus sulla Direttiva UE e la tempestività dell'intervento

La normativa comunitaria ha imposto agli Stati membri di implementare misure capaci di garantire un intervento precoce sulle difficoltà finanziarie, evitando che queste si tramutino in insolvenze irreversibili o sfocino in dannose procedure liquidatorie. L’impianto comune della Direttiva poggia su tre pilastri fondamentali:

  • l'intercettazione tempestiva delle difficoltà aziendali;

  • la salvaguardia della continuità aziendale, ove economicamente sostenibile;

  • la costruzione di un confronto anticipato e trasparente con i creditori.

Il Regno Unito, pur trovandosi fuori dal perimetro dell'Unione Europea a seguito della Brexit, è stato incluso nell'analisi per via della rilevanza strategica del suo ordinamento e della forza dei legami economici con l'Italia.

La griglia di confronto e i modelli europei a confronto

Il report analizza i diversi istituti esteri adottando una matrice metodologica omogenea che prende in esame: i presupposti di accesso, le modalità di avvio, il ruolo dell'autorità giudiziaria, l'autonomia dell'imprenditore, la presenza di intermediari o esperti e l’efficacia delle misure protettive e cautelari.

Dall'analisi emerge chiaramente che non esiste un modello unico di prevenzione della crisi d'impresa:

  • Spagna (Preconcurso e Planes de restructuración): si distingue per una forte degiurisdizionalizzazione e per la previsione di una durata massima rigida dell’iter (tre mesi prorogabili di altri tre), con l'obbligo di accedere al Concurso liquidatorio in caso di fallimento delle trattative;

  • Francia (Mandat ad hoc e Conciliation): sfrutta un sistema di allerta precoce collaudato da anni e valorizza la massima riservatezza per tutelare la reputazione dell'impresa;

  • Regno Unito (Moratorium e Restructuring Plan): offre strumenti flessibili come la moratoria (gestita dalla figura terza del Monitor), in cui la protezione scatta automaticamente con il solo deposito dei documenti in tribunale;

  • Paesi Bassi (WHOA): presenta un meccanismo avanzato di ristrutturazione trasversale dei debiti in grado di imporre l’accordo anche alle classi di creditori dissenzienti (cross-class cram down).

Il posizionamento della Composizione Negoziata della Crisi (CNC)

In questo scenario, il modello italiano della Composizione Negoziata della Crisi (CNC) e il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII) fungono da principale termine di paragone dello studio. La CNC italiana mostra un buon bilanciamento tra l'autonomia del debitore e il monitoraggio dell'esperto indipendente, distinguendosi però da sistemi come quello spagnolo o olandese per le modalità di attivazione delle misure protettive, le quali in Italia richiedono sempre un vaglio e una conferma giudiziale.

In conclusione, lo studio dei commercialisti evidenzia come una conoscenza approfondita del diritto della crisi transnazionale sia indispensabile per i professionisti che assistono le imprese in un contesto di mercato globale. Questo orientamento comparato assume un valore ancor più strategico in vista del recepimento della nuova Direttiva (UE) 2026/799, volta ad armonizzare ulteriormente specifici aspetti dei procedimenti di insolvenza in tutta l'Unione.

Fonte: Com. stampa CNDCEC 20 maggio 2026

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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