È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2026 n. 114, il D.Lgs. 81/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente. Il provvedimento, che diventerà pienamente vigente dal 2 giugno 2026, introduce pesanti novità nel Codice Penale e stringe le maglie della responsabilità amministrativa degli enti.
Le novità del Codice Penale: arriva il "Commercio di prodotti inquinanti"
La riforma modifica profondamente l'articolo 452-bis c.p. (inquinamento ambientale), estendendo la punibilità anche ai danni recati a un habitat all'interno di un sito protetto. La pena viene sensibilmente aumentata se il danno coinvolge aree protette, specie protette o ecosistemi di grandi dimensioni.
La vera novità è però l'introduzione del reato di "Commercio di prodotti inquinanti" (Art. 452-bis.1 c.p.). La norma punisce chiunque immetta abusivamente sul mercato o metta in circolazione prodotti il cui impiego provochi una compromissione significativa e misurabile delle acque, dell'aria o del suolo, o la distruzione di ecosistemi e biodiversità. Nei casi più gravi – ad esempio se sussiste pericolo per l'incolumità pubblica o se l'inquinamento ha effetti durevoli – sono previsti pesanti aumenti di pena.
Viene inoltre chiarito, tramite il nuovo articolo 452-quinquiesdecies, il concetto di abusività: si considerano abusive non solo le condotte che violano le leggi nazionali ed europee, ma anche quelle perpetrate tramite autorizzazioni ottenute fraudolentemente, con violenza, minaccia o corruzione.
Giro di vite su gas serra e sostanze ozono-lesive
Il decreto interviene in modo mirato anche sulla transizione ecologica e sul rispetto degli accordi internazionali sul clima;
chi produce o commercia abusivamente sostanze che riducono lo strato di ozono rischia ora la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 80.000 euro;
il commercio e l'importazione illegale di gas fluorurati a effetto serra vengono puniti con l'arresto (fino a un anno) o con ammende fino a 150.000 euro.
In caso di condanna per questa tipologia di reati scatterà sempre la pubblicazione della sentenza di condanna.
Responsabilità delle imprese: aumentano le sanzioni 231
Le aziende dovranno aggiornare urgentemente i propri Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG 231). Il testo modifica l'articolo 25-undecies del D.Lgs. 231/2001 elevando il tetto massimo delle sanzioni pecuniarie a carico delle società (fino a 1.200 quote) e introduce una sanzione da 400 a 800 quote per i reati legati ai gas serra e alle sostanze ozono-lesive. Inoltre, per tutti i delitti ambientali aggravati, le sanzioni pecuniarie applicate all'ente sono aumentate di un terzo.
Coordinamento Nazionale e strategia di contrasto
Per evitare la frammentazione delle indagini e colpire efficacemente l'ecomafia e i reati transfrontalieri, il decreto istituisce presso la Procura generale della Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Di questo organismo faranno parte il Procuratore generale della Cassazione, i Procuratori generali d'appello e il Procuratore nazionale antimafia , con il supporto specialistico dell'Arma dei Carabinieri per le funzioni di polizia forestale.
Infine, entro il 21 maggio 2027, il Governo varerà la prima Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, un piano triennale che definirà le risorse, gli obiettivi politici e le misure strategiche per garantire un livello di protezione del territorio mai così elevato.
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