Il CNDCEC, in collaborazione con la FNC, ha rilasciato il documento di ricerca “Il concordato minore nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”. L’elaborato, curato dalla Commissione di studio “Sovraindebitamento e procedure minori” sotto la delega del Segretario nazionale Giovanna Greco, si pone come uno strumento operativo essenziale per i professionisti che assistono debitori in stato di sovraindebitamento.
Un’analisi completa del quadro normativo
Il lavoro analizza nel dettaglio gli articoli 74-83 del CCII, ripercorrendo i presupposti soggettivi e oggettivi per l’accesso alla procedura. Il concordato minore è rivolto a professionisti, imprenditori minori, imprenditori agricoli e start-up innovative, con l'esplicita esclusione del consumatore (salvo i casi di procedure familiari "miste").
Un focus particolare è dedicato alla figura dell’imprenditore cancellato dal Registro delle Imprese, la cui domanda di accesso al concordato minore è dichiarata inammissibile ai sensi dell'art. 33, comma 4, CCII, orientando tali soggetti verso la liquidazione controllata.
Strumenti operativi e modelli di piano
L’elaborato include:
analisi della documentazione: un elenco dettagliato dei documenti che il debitore deve allegare alla proposta;
modelli di piano: schemi pronti all’uso per il concordato minore in continuità (con specifiche appendici per l’imprenditore agricolo e il professionista) e per il concordato minore liquidatorio;
relazione dell'OCC: approfondimenti sulla relazione particolareggiata che l'Organismo di Composizione della Crisi deve redigere per attestare la completezza e la fattibilità del piano.
Evoluzione normativa e sfide future
Il documento recepisce le modifiche apportate dai decreti correttivi (incluso il Correttivo-ter del 2024) e tiene conto dei più recenti orientamenti della giurisprudenza di legittimità, come la sentenza della Cassazione n. 28574/2025 in materia di rispetto delle cause legittime di prelazione e inammissibilità della proposta.
Lo studio guarda inoltre al futuro recepimento della Direttiva (UE) 2026/779 (previsto entro il 22 gennaio 2029), che richiederà un ulteriore sforzo di armonizzazione del quadro normativo italiano in materia di insolvenza e ristrutturazione preventiva.
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Nicola Rumine
- AvvocatoRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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