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Il sistema delle Zone Economiche Speciali (ZES) si evolve per il triennio 2026-2028, confermandosi uno strumento strategico per la competitività delle aree meno sviluppate del Paese. Il documento di ricerca diffuso dal CNDCEC e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti delinea le principali novità normative e operative per le imprese che intendono investire nel corso del 2026.

Ampliamento territoriale e risorse

La novità di maggior rilievo è l'estensione del perimetro della ZES Unica. Oltre ai territori del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), il credito d'imposta viene ora esteso anche alle zone assistite di Marche e Umbria. Per sostenere questa espansione, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto una dotazione finanziaria di 2,3 miliardi di euro per l'anno 2026, seguiti da 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Semplificazioni e Sportello Unico

Per favorire l'insediamento di nuovi investimenti, la riforma punta sulla riduzione della burocrazia attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES. Questo strumento permette alle imprese di gestire in modalità telematica e accentrata tutti i procedimenti autorizzativi, superando la frammentazione tra diverse amministrazioni. Il fulcro di questo sistema è l’Autorizzazione Unica, un provvedimento unitario che sostituisce ogni altro atto di assenso, nulla osta o parere necessario per l’avvio dell'attività.

Il credito d'imposta: requisiti e cumulabilità

Il beneficio fiscale è destinato all'acquisizione di beni strumentali nuovi, inclusi impianti, macchinari e, entro certi limiti, terreni e immobili strumentali. L'intensità del credito varia in base alla regione e alla dimensione aziendale, arrivando fino al 40-50% per le grandi imprese in alcune aree di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con incrementi previsti per medie (+10%) e piccole imprese (+20%). La misura è inoltre cumulabile con altre agevolazioni come Transizione 4.0 e la Nuova Sabatini, nel rispetto dei massimali europei.

Scadenze e adempimenti

Le imprese interessate dovranno rispettare una precisa tabella di marcia:

  • comunicazione "prenotativa": da inviare tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026;
  • comunicazione integrativa: necessaria per attestare l'effettiva realizzazione degli investimenti, da trasmettere tra il 3 gennaio e il 17 gennaio 2027;
  • certificazione: resta obbligatoria l'attestazione delle spese da parte di un revisore legale per garantire l'ammissibilità del beneficio.

Fonte: Documento di ricerca CNDCEC-FNC 24 aprile 2026

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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