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Lunedì 27 aprile – Processo all’AI

Oggi al via a Oakland, il processo che vede Elon Musk contro OpenAi e i suoi dirigenti. A stabilire il procedimento un giudice della California: il patron di Tesla e SpaceX ha fatto causa a OpenAI e al suo amministratore delegato Sam Altman accusandoli di aver violato la missione della società. Tra le richieste di Musk c’è anche quella di arrivare alla rimozione di Altman dai suoi incarichi di ceo e membro del consiglio di amministrazione della società. In un documento depositato in tribunale, ha spiegato che con la sua causa mira ad «annullare la ristrutturazione e la trasformazione di OpenAI in un’azienda a scopo di lucro», cosa che, a suo dire, porterebbe appunto alla rimozione di Altman e del presidente Greg Brockman dalle loro posizioni di leadership. Nello stesso documento viene quindi richiesta un’ordinanza del tribunale che ripristini lo status dell’azienda come organizzazione di ricerca senza scopo di lucro.

Mercoledì 29 aprile – Ubs, risultati del primo trimestre

Sulla buona strada. Questo è lo stato di salute per Ubs, stando alle parole che i vertici della banca svizzera hanno pronunciato a metà aprile, durante l’assemblea dei soci che si è tenuta a Basilea. Buona la strada per i conti: il 2025 è stato un anno ottimo, secondo Colm Kelleher, presidente del cda dell’istituto. Buono il percorso che riporterà entro il 2028 la redditività ai livelli del 2022, cioè prima del salvataggio di Credit Suisse. Infine, buono anche l’assorbimento di circa 1,2 milioni di clienti della ex concorrente. Eppure, sulla strada del futuro non mancano i possibili ostacoli: le autorità svizzere stanno chiedendo requisiti patrimoniali che i banchieri di Basilea considerano troppo elevati, in grado di compromettere la capacità competitiva di Ubs sullo scenario globale. Kelleher si dice pronto a dialogare con il governo, la Banca centrale, la Vigilanza dei mercati. Ma lascia anche ventilare la possibilità di portare la sede fuori dalla Confederazione.    

Big Tech alla prova dei conti

Tutte insieme fanno decine di miliardi di capitalizzazione. Siamo di fronte alle società più ricche del mondo, quelle spinte dall’inarrestabile vento del digitale e della tecnologia, Ma è soprattutto l’intelligenza artificiale che sta facendo volare quotazioni, fatturati, utili per azione, ritorni sull’investimento. In una corsa verso il futuro che non accenna a fermarsi. Insomma, qualunque rischio bolla minacciato ha finito per sgonfiarsi davanti ai risultati che, trimestre dopo trimestre, hanno certificato lo stato di salute delle stelle di Silicon Valley. Dunque, non resta che aspettare questa nuova tornata di risultati per capire l’aria che tira da Menlo Park (per Meta) a Redmond (Microsoft), da San Francisco (Alphabet) finendo domani a Cupertino (Apple). Ma se all’orizzonte non c’è più la paura che scoppi una bolla, non mancano le inquietudini per la situazione geopolitica e gli effetti sul sistema energetico in un mondo, quello digitale, fortemente dipendente dall’energia. Perché la parola d’ordine che tutti tiene insieme è data center: impossibile farne a meno, ma con costi da monitorare per bene.

Giovedì 30 aprile - Stima del Pil italiano del primo trimestre

Come sta andando davvero l’economia italiana quest’anno, al di là del rapporto Deficit/Pil 2025, ce lo dirà oggi l’Istat. Finora, le previsioni di centri studi ed enti di ricerca convergono su alcuni punti: ci sarà crescita ma ridotta. Quanto ridotta? Qui il terreno diventa instabile. Anzitutto, conviene partire da alcuni numeri: per il governo e l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) l’incremento del Pil non andrà oltre lo 0,7%, allo 0,8% per l’Istat. Più parchi si mostrano la Banca d’Italia (0,6%) e il Fondo monetario internazionale (0,5%). Ma praticamente tutte queste stime sono state elaborate e rese note prima che spuntasse all’orizzonte lo scenario della guerra in Medio Oriente , la sua durata e la complessità che sta prendendo. Tanto che c’è già che ventila una situazione di stagflazione con bassa crescita e alta inflazione. Quindi, mentre si allontana sempre di più l’obiettivo di un Pil dell’1% sembrano svanire anche alcuni punti di forza come la spinta del Pnrr e una discreta domanda interna. Tutto sembra in evoluzione.    

La Bce alla scelta dei tassi

Oggi pomeriggio conferenza stampa della presidente della Bce, Christine Lagarde, che annuncerà la politica monetaria di Francoforte. Le informazioni sui prezzi stanno arrivando su base giornaliera, riferiscono i banchieri centrali come Joachim Nagel; quindi, si deve aspettare la somma dei singoli dati per portare avanti un approccio «riunione dopo riunione». È dunque probabile che il rialzo tanto, atteso fino a pochi giorni fa per fine aprile, con molte probabilità non ci sarà.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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