A seguito delle elezioni del 15 aprile 2026, Elbano de Nuccio è stato confermato alla presidenza del CNDCEC. Per la prima volta dalla nascita dell'albo unico, un Presidente uscente ottiene un secondo mandato consecutivo. La vittoria garantisce continuità alla guida della professione nel delicato quadriennio 2026-2030, durante il quale il Consiglio Nazionale dovrà gestire la sfida della riforma dell'ordinamento professionale. L'iter legislativo dell'Atto Camera 2628, attualmente all'esame della Commissione Giustizia, dovrebbe concludersi con l'approvazione della legge delega entro la fine dell'anno.
Elbano de Nuccio ne parla in questa intervista rilasciata a QuotidianoPiù.
Per la prima volta un Presidente uscente viene confermato alla guida del Consiglio Nazionale. Qual è il significato professionale di questa continuità per la categoria?
Quello della continuità politica e istituzionale alla guida della categoria è stato uno dei tasti sui quali la mia lista ha più insistito nel corso della campagna elettorale. Quando quattro anni fa prese il via la consiliatura che sta volgendo al termine, la professione veniva dall’ennesima fase buia, da un commissariamento che ne aveva offuscato visibilità e capacità di rendersi protagonista. Noi ci siamo impegnati a fondo per invertire l’evidente tendenza al declino in atto. Abbiamo creato rapporti stretti e proficui con tutte le istituzioni, abbiamo messo in campo idee e progetti, una visione strategica che ha prodotto risultati storici, dalle prime esclusive per la categoria alle norme sul collegio sindacale fino al disegno di legge delega di riforma del nostro Ordinamento professionale. Per noi continuità significava non interrompere questo percorso virtuoso. Quattro ulteriori anni ci consentiranno di consolidare il lavoro già fatto e di ottenere nuovi risultati, costantemente tesi al nostro obiettivo di fondo: rafforzare ulteriormente la centralità dei commercialisti italiani nel sistema sociale ed economico del Paese. I colleghi hanno apprezzato il lavoro svolto e hanno deciso di accordarci ancora una volta la loro fiducia. La riconferma alla guida del Consiglio nazionale ci carica di responsabilità e al contempo ci riempie di orgoglio.
Guardando ai numeri della vittoria, emerge un consenso estremamente solido. Quali sono i pilastri del programma del prossimo quadriennio?
Nelle scorse settimane ho avuto più volte modo di sottolineare come il programma con il quale ci presentammo alle elezioni del 2022 sia stato pienamente rispettato. Ci impegneremo a fare lo stesso con il programma per il 2026 – 2030, ricco di idee e di progetti. Le priorità sono chiare: riforma della professione, con decreti attuativi rapidi; confronto istituzionale stabile su fisco, lavoro e semplificazione; contrasto all’abusivismo e tutela del valore della nostra competenza; maggiore attenzione ai giovani, al tirocinio e all’accesso alla professione; formazione di qualità e strumenti innovativi, inclusa l’intelligenza artificiale a supporto dei colleghi; valorizzazione ulteriore della presenza dei commercialisti nel dibattito pubblico e nei processi decisionali del Paese.
Come la riforma dell'ordinamento professionale si intreccerà con la revisione del Codice Deontologico per garantire che temi come l'equo compenso e le aggregazioni professionali diventino pilastri della nuova identità del Commercialista?
Tra i punti qualificanti della riforma del nostro ordinamento professionale ci sono sia il rafforzamento del principio dell'equo compenso, rendendolo vincolante e coerente con la normativa nazionale vigente, sia l’aggiornamento, con decreto del Ministro della giustizia, su proposta del Consiglio nazionale, di specifici parametri per la determinazione dei compensi per le prestazioni professionali, anche svolte in forma associata o societarie. È prevista, inoltre, una disciplina organica in materia di esercizio della professione sia in forma associata, sia in forma societaria, volta a definire le modalità di costituzione, di gestione, il funzionamento e i limiti di tale esercizio dell’attività professionale. Passi concreti, assieme a tanti altri presenti nel Ddl, utili a ridefinire profilo e identità dei commercialisti dei prossimi anni.
Ha sempre lavorato sul posizionamento del Commercialista come interlocutore tecnico del Governo: come incidere maggiormente sulle riforme fiscali in itinere?
Sul piano della costruzione di una interlocuzione permanente, fruttuosa e rispettosa con le istituzioni abbiamo già attenuto risultati innegabili. Con Governo, Parlamento, Agenzia delle Entrate e tante altre istituzioni abbiamo rapporti stabili e di ascolto preventivo. Il nostro ruolo nella riforma del sistema tributario nazionale è stato attivo, da protagonisti. Continueremo ad agire in questo modo, con questo approccio propositivo e collaborativo, che presuppone il rispetto delle nostre competenze e il riconoscimento del nostro ruolo nazionale. In ambito fiscale continueremo a far sentire la nostra voce sulle cose ancora da fare, a cominciare dalla razionalizzazione degli adempimenti e dal miglioramento del rapporto con le sedi territoriali delle Entrate, perché il lavoro dei commercialisti merita più rispetto.
Rilancio dell’attrattività della professione: come l'anticipo del tirocinio all'università e le quote generazionali possono modificare l'equilibrio tra la tutela dell'esperienza consolidata e la necessità di un rapido ricambio della classe dirigente professionale?
Il valore dell’esperienza consolidata va ovviamente tutelato. Ma il tema giovani, per la nostra come per le altre professioni intellettuali, è ineludibile. Abbiamo idee precise per far scoprire alle nuove leve il fascino di una professione così vicina a imprese e cittadini e per rendere i percorsi di ingresso più agevoli e più rapidi. La possibilità di svolgere il tirocinio obbligatorio interamente durante il percorso universitario va esattamente in questa direzione. Ma abbiamo in cantiere anche altre iniziative. Stiamo lavorando con Cassa commercialisti per introdurre forme di flessibilità contributiva per gli under 35 e sulla formazione puntiamo a garantire percorsi gratuiti per i più giovani. Infine, stiamo lavorando ad un pacchetto start-up per chi avvia l'attività.
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