La Lombardia si conferma un'eccellenza per rapidità dei giudizi. Il tempo medio di definizione in appello è di 375 giorni, dato significativamente inferiore alla media nazionale di 792 giorni. A fine 2025, le controversie pendenti in regione erano 14.738, con un lieve calo rispetto all'anno precedente. Tuttavia, mentre il primo grado vede una riduzione delle pendenze (-10,87%), il secondo grado registra un incremento del 21,80%, segnale dei primi rallentamenti dovuti alle carenze di organico. Un dato peculiare della regione è l'alto valore economico delle liti: oltre il 21% delle cause definite supera i 100.000 euro, contro una media nazionale del 9,33%.
La riforma e il nodo della magistratura professionale
Il fulcro della relazione è stato il passaggio alla magistratura professionale. Sebbene sia stata approvata la graduatoria per i primi 173 magistrati professionali a livello nazionale, questi non saranno immediatamente destinati alle Corti di secondo grado. Questa scelta, unita al cosiddetto decalage (la riduzione progressiva dell'età pensionabile per i giudici onorari), rischia di svuotare le sezioni d'appello.
Allarme paralisi per il 2026
Secondo il Presidente Vitiello senza interventi normativi urgenti o l'assegnazione di magistrati professionali anche al secondo grado, l'attività giurisdizionale lombarda rischia la paralisi entro la fine del 2026. In quella data, la Corte d'Appello potrebbe perdere 8 presidenti di sezione su 11 e 5 vicepresidenti su 11 a causa dei limiti di età. Attualmente, cinque sezioni della CGT di secondo grado risultano già "congelate" per mancanza di componenti.
Lotta all'evasione e garanzie del contribuente
Oltre ai temi organizzativi, la relazione tocca il contrasto all'evasione fiscale (scesa a 80 miliardi nel 2024) e l'importanza della recente giurisprudenza sovranazionale. Le sentenze della Corte EDU hanno rafforzato la tutela della vita privata del contribuente, imponendo controlli giurisdizionali più rigorosi sugli accessi domiciliari e bancari effettuati dall'amministrazione finanziaria.
La cerimonia si concluderà con l'auspicio di un sistema fiscale più equo, dove la giustizia tributaria possa continuare a operare con "rigorosa terzietà e indipendenza" per garantire l'equilibrio tra le prerogative dell'Erario e i diritti dei cittadini
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