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Nell’organizzare le attività di controllo, è bene che l’organo di revisione utilizzi le linee guida emanate dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, con deliberazione n. 8/SEZAUT/2026/INPR; linee guida che hanno la finalità di intercettare i fenomeni di maggiore rilevanza ai fini della verifica e della conservazione, anche in prospettiva, degli equilibri di bilancio degli enti locali.

Le novità di maggiore rilievo

Tra le novità si segnala un’attenzione specifica alle fasi conclusive dei progetti finanziati con il PNRR e il PNC, in particolare riguardo alle verifiche circa le risorse ricevute in eccedenza rispetto alla spesa effettivamente sostenuta, affinché siano state utilizzate secondo le indicazioni fornite dall’Amministrazione centrale titolare della misura, assicurando la corretta applicazione dei vincoli di destinazione e la coerenza con le disposizioni attuative di riferimento. Un altro aspetto che va verificato riguarda le ipotesi di definanziamento o revoca dei contributi, al fine di accertare che l’ente abbia provveduto a garantire l’integrale copertura in bilancio degli eventuali obblighi di restituzione nei confronti dell’amministrazione titolare, nonché a rappresentare correttamente le relative operazioni contabili.

Riguardo ai contributi richiesti agli enti come concorso agli obiettivi di finanza pubblica, da un lato la verifica va orientata circa la corretta contabilizzazione dei contributi che si traducono in riduzioni delle risorse spettanti agli enti locali mediante i previsti meccanismi di regolazione contabile e, dall’altro, la regolare costituzione del Fondo obiettivi di finanza pubblica, istituito a decorrere dall’esercizio 2025, in coerenza con le disposizioni vigenti.

Per la cassa, le verifiche vanno orientate alla sua composizione tra cassa libera e cassa vincolata, con specifica attenzione ed evidenza del ricorso all’utilizzo dei fondi vincolati previsto dall’art. 195 del TUEL, unitamente al ricorso alle anticipazioni di tesoreria disciplinate dall’art. 222 del medesimo decreto, quali strumenti di gestione della liquidità cui l’ente può fare ricorso in presenza di temporanee tensioni finanziarie. Su tali aspetti diventa centrale il Piano dei flussi di cassa che, per la prima volta in chiave consuntiva, permetteranno una verifica della coerenza tra la programmazione dei flussi finanziari effettuata nel corso dell’esercizio e l’andamento effettivo della gestione di cassa, anche al fine di valutare l’efficacia degli strumenti di pianificazione introdotti a decorrere dal bilancio di previsione 2025.

Un’attenzione particolare va rivolta alla gestione dei residui, al fine di verificarne la coerenza sia con le operazioni di accertamento ordinario sia con le risultanze della piattaforma dei crediti commerciali al 31 dicembre 2025. Tali aspetti sono fondamentali per la verifica tesa ad accertare la congruità degli accantonamenti in sede di rendiconto 2025, al fine della corretta determinazione del risultato di amministrazione. In particolare, il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), va analizzato con specifico riguardo ai crediti di dubbia e difficile esazione scaduti da oltre tre anni ma non prescritti, nonché a quelli assolutamente inesigibili o insussistenti.

Un ulteriore elemento di verifica è rappresentato dal rispetto degli obblighi normativi in materia di tempestività dei pagamenti e di fondo garanzia debiti commerciali (FGDC), la cui corretta applicazione e contabilizzazione, anche alla luce degli accantonamenti effettuati negli esercizi precedenti, consente di valutare le ricadute della capacità di riscossione e della gestione della liquidità sul ciclo dei pagamenti.

La parte relativa ai controlli dedicati alla spesa di personale è volta a presidiare uno degli ambiti maggiormente rilevanti ai fini della verifica degli equilibri di bilancio e della sostenibilità della spesa corrente, anche in considerazione della elevata rigidità che la caratterizza e degli effetti di medio-lungo periodo che ne derivano. L’attenzione principale è rivolta al rispetto dei vincoli e dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente, nonché alla corretta applicazione delle disposizioni in materia di assunzioni e trattamento accessorio del personale, nella consapevolezza che eventuali criticità in questo ambito possono produrre effetti strutturali e difficilmente reversibili sugli equilibri finanziari dell’ente.

Gli aspetti da verificare circa gli organismi partecipati e le società a controllo pubblico si devono sostanziare sul corretto adempimento degli obblighi relativi alla ricognizione delle partecipazioni detenute, nonché degli ulteriori adempimenti previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n.175. L’attenzione principale va però rivolta alla corretta rilevazione degli effetti economico-finanziari delle partecipazioni sul rendiconto dell’ente, il cui esame riguarda gli equilibri complessivi della gestione e le criticità connesse al sistema delle partecipazioni, nella consapevolezza del ruolo che tali soggetti possono assumere nella dinamica finanziaria dell’ente anche in chiave prospettica. 

L’attività di controllo dedicata agli enti in dissesto finanziario deve essere orientata a verificare i dati consuntivi e a risultanze effettive, maggiormente idonee a rappresentare la reale capacità dell’ente di governare, nel tempo, gli effetti del dissesto sulla gestione ordinaria.

Dal rendiconto 2025 corre l’obbligo di verificare il recepimento degli aggiornamenti del quadro normativo, a partire dalla possibilità di iscrivere il Fondo anticipazioni di liquidità (FAL) nel bilancio stabilmente riequilibrato solo a decorrere da questo esercizio, a seguito delle reiterate proroghe che ne avevano differito l’applicazione. Tale riscontro si inserisce in un più ampio contesto di controlli volti a verificare se il bilancio stabilmente riequilibrato tiene adeguatamente conto delle passività che continuano a gravare sulla gestione ordinaria dell’ente, anche successivamente alla dichiarazione di dissesto (visione prospettica degli equilibri di bilancio). Questi controlli vanno strutturati per intercettare le passività che riemergono nel corso della gestione liquidatoria, spesso in ragione dell’inadeguatezza della massa attiva disponibile.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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