Gli ultimi dati aggregati sull’attività di vigilanza svolta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), dall’INPS e dall’INAIL evidenzia dati allarmanti: delle 108.267 ispezioni definite nell’anno 2024 ben il 74% ha riscontrato delle irregolarità. In particolare, il personale ispettivo ha accertato la presenza al lavoro di 23.401 lavoratori totalmente in nero e ha recuperato oltre 1,2 miliardi di euro tra contributi e premi evasi. Anche i singoli report regionali confermano il trend negativo: da quello relativo alle ispezioni svolte in Sicilia nel 2025 emerge che, su 694 imprese ispezionate, 600 sono risultate irregolari ed è stata accertata l’occupazione in nero di 435 lavoratori.
I dati sopra riportati presentano un campione significativo, anche se l’esiguo numero di personale ispettivo in servizio (3.160 dell’INL, 761 INPS, 182 INAIL e 482 militari dell’Arma dei Carabinieri) non consente lo svolgimento di controlli a tappeto nei 5 milioni di imprese attive sul territorio nazionale.
Le conseguenze di una così elevata percentuale di lavoro irregolare si ripercuotono:
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Nell’ambito delle ispezioni in azienda per il contrasto al lavoro sommerso, sono già applicabili gli indici di affidabilità contributiva e risulta attivo il portale nazionale del sommerso?
Francesco Geria
- Consulente del lavoro in Vicenza - Studio LabortreRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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