Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025, ha pubblicato le Linee guida per l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Il documento intende offrire indicazioni di orientamento per imprese e lavoratori che adottano sistemi basati su intelligenza artificiale nei processi organizzativi e nella gestione del personale.
L’iniziativa si inserisce in una fase di crescente diffusione di strumenti algoritmici nelle dinamiche produttive: sistemi di selezione del personale, applicazioni di analisi delle performance e modelli predittivi entrano progressivamente nell’organizzazione del lavoro. In questo scenario il Ministero individua alcuni principi destinati a orientare l’utilizzo di tali tecnologie.
Il capitolo dedicato ai principi guida individua quattro direttrici principali:
Trasparenza
La lettura del testo solleva tuttavia alcune questioni interpretative. Le linee guida indicano principi di ampia portata e affidano la loro concreta attuazione alla capacità organizzativa delle imprese. Proprio questo passaggio merita attenzione, perché la distanza tra principio e applicazione nei contesti produttivi rappresenta uno dei nodi centrali del dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro.
Tra i principi richiamati dalle Linee guida assume particolare rilievo il tema della trasparenza nell’utilizzo dei sistemi di AI nei contesti lavorativi. Il capitolo dedicato ai principi guida sottolinea infatti l’esigenza che l’impiego di strumenti algoritmici nei processi decisionali aziendali resti conoscibile per i soggetti coinvolti, con particolare riferimento ai lavoratori sui quali tali decisioni producono effetti diretti. Invero, viene richiamata l’esigenza di garantire sistemi di tracciabilità tecnica necessarie per rendicontare azioni idonee a consentire la ricostruzione del funzionamento degli strumenti impiegati nei processi aziendali, così da rendere possibile una verifica costante da parte del decisore umano.
Il richiamo alla trasparenza assume un significato particolarmente rilevante nel contesto del lavoro, dove l’utilizzo di strumenti algoritmici può incidere su decisioni che riguardano la selezione del personale, la valutazione delle performance o l’organizzazione dell’attività lavorativa. Al tempo stesso, il contenuto delle indicazioni offerte dalle Linee guida si colloca in continuità con principi già presenti nell’ordinamento. Il tema della conoscibilità dei sistemi automatizzati compare, infatti, sia nella disciplina europea dell’intelligenza artificiale sia nella normativa nazionale introdotta con il cosiddetto decreto trasparenza, che ha già richiamato l’esigenza di informare i lavoratori in presenza di sistemi decisionali automatizzati.
In questa prospettiva il documento del Ministero del Lavoro sembra svolgere soprattutto una funzione di ricomposizione e di chiarimento di principi che trovano già un fondamento nelle fonti normative europee e nazionali, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle imprese su profili destinati ad assumere un rilievo crescente nella gestione dei rapporti di lavoro.
Supervisione
Accanto al tema della trasparenza, le Linee guida dedicano particolare attenzione al ruolo della supervisione umana nell’impiego dei sistemi di AI nei contesti lavorativi. Il documento sottolinea che se, da un lato, gli strumenti algoritmici possano di fatti offrire un supporto rilevante nell’analisi dei dati e nell’organizzazione delle attività aziendali, dall’altro le decisioni possono impattare sulla posizione dei lavoratori e per tale ragione devono essere sempre riconducibili alla responsabilità di soggetti umani. In questa prospettiva il testo richiama l’esigenza che i sistemi di IA operino come strumenti di supporto alle scelte organizzative e che le decisioni rilevanti nella gestione del personale mantengano un collegamento con la valutazione umana. Le Linee guida richiamano l’esigenza di conservare un presidio decisionale umano al fine di valutare in maniera costante gli esiti prodotti dai sistemi algoritmici e di ricondurre le decisioni finali alla responsabilità dell’organizzazione aziendale.
Anche su questo punto, non vengono introdotte novità rilevanti dal Ministero ma lo Stesso esercita un richiamo a quanto già disposto a livello europeo. L’impostazione umanocentrica sviluppata dall’AI Act e il diritto ad un intervento umano previsto dal GDPR disponevano in questo senso.
Non discriminazione
Un ulteriore profilo affrontato dalle Linee guida riguarda il tema dell’equità nell’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale e il rischio di trattamenti discriminatori derivanti dall’utilizzo di modelli algoritmici. Il documento richiama l’attenzione sulle possibili distorsioni che potrebbero emergere quando i dati utilizzati per l’addestramento riflettono squilibri o pratiche presenti nei contesti sociali e organizzativi nei quali tali dati sono stati raccolti. Il problema assume particolare rilievo nei processi di selezione del personale e nella valutazione delle prestazioni lavorative, ambiti nei quali l’impiego di strumenti predittivi si diffonde con crescente rapidità. Le Linee guida richiamano quindi l’esigenza che le imprese prestino attenzione alla qualità dei dati utilizzati e introducano verifiche periodiche sui sistemi adottati, con l’obiettivo di individuare eventuali effetti distorsivi prodotti dagli algoritmi.
Il tema del bias algoritmico trova già ampio spazio nel dibattito giuridico europeo sull’AI, soprattutto nei settori nei quali le tecnologie digitali incidono su diritti e opportunità delle persone. Anche nel contesto del lavoro la questione assume un rilievo particolare, poiché decisioni che riguardano l’accesso all’occupazione o la progressione professionale possono risultare influenzate da modelli di analisi dei dati.
Il richiamo all’equità nell’utilizzo degli strumenti algoritmici si collega quindi al più ampio tema della tutela contro le discriminazioni nel lavoro, ambito nel quale l’introduzione di tecnologie predittive solleva questioni nuove e richiede un’attenzione particolare alla relazione tra dati, modelli di analisi e decisioni organizzative.
Tutela della persona
Le Linee guida dedicano attenzione anche al rapporto tra l’impiego delle tecnologie algoritmiche e la tutela della persona nel contesto lavorativo. Il documento segnala come l’utilizzo di applicazioni digitali per l’analisi delle prestazioni o per il monitoraggio delle attività lavorative richieda un equilibrio tra esigenze organizzative dell’impresa e rispetto della dignità della persona. L’impiego di strumenti tecnologici in grado di raccogliere e analizzare grandi quantità di dati sul comportamento lavorativo pone infatti questioni che riguardano il rapporto tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei lavoratori.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sull’uso delle tecnologie digitali nei rapporti di lavoro, ambito nel quale la diffusione di strumenti di analisi dei dati e di sistemi predittivi ha progressivamente ampliato le possibilità di osservazione dei processi lavorativi. In questo quadro le indicazioni contenute nelle Linee guida richiamano l’attenzione sulla necessità di accompagnare l’innovazione tecnologica con una costante attenzione alla dimensione umana del lavoro.
Divario digitale
Le Linee guida osservano che la diffusione dell’AI nei contesti produttivi può incidere in modo differenziato sui lavoratori, soprattutto in presenza di differenze nelle competenze digitali e nell’accesso alle opportunità di formazione. In questa prospettiva il documento invita a considerare l’adozione delle tecnologie di AI anche alla luce delle possibili conseguenze sul piano delle disuguaglianze professionali e delle opportunità di accesso al lavoro.
Il richiamo al divario digitale riguarda sia le differenze generazionali sia le disparità territoriali e professionali che possono emergere nei processi di trasformazione tecnologica. L’introduzione di sistemi avanzati di analisi dei dati e di automazione richiede infatti competenze specifiche che risultano distribuite in modo diseguale nel mercato del lavoro.
Funzione delle Linee guida
Le indicazioni contenute nelle Linee guida si collocano all’interno di un quadro normativo già in evoluzione a livello europeo e nazionale. Il tema della conoscibilità dei sistemi automatizzati e dell’informazione ai lavoratori trova infatti un riferimento nel D.Lgs. 104/2022, mentre la disciplina europea dell’intelligenza artificiale attribuisce particolare rilievo ai sistemi utilizzati nei rapporti di lavoro, considerati tra quelli caratterizzati da un impatto significativo sui diritti delle persone.
In questa prospettiva le Linee guida svolgono soprattutto una funzione di ricognizione e di orientamento, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle imprese su profili destinati ad assumere un ruolo crescente nell’organizzazione del lavoro. La diffusione di strumenti di analisi dei dati e di modelli predittivi introduce infatti modalità nuove di gestione delle attività lavorative e pone con maggiore evidenza il tema del rapporto tra innovazione tecnologica, organizzazione aziendale e tutela dei lavoratori.
Il nodo principale riguarda quindi la traduzione di questi principi nei contesti produttivi. L’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro implica scelte organizzative complesse e richiede competenze tecniche e giuridiche capaci di accompagnare l’introduzione di strumenti digitali nei processi decisionali delle imprese. Proprio su questo terreno si misurerà la portata effettiva delle indicazioni contenute nelle Linee guida e il loro contributo al dibattito giuridico sull’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro.
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Chiara Ciccia Romito
- PhD - Avvocata - Consulente Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoroRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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