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IRES premiale nei dichiarativi

Con la pubblicazione dei Modelli definitivi per la stagione dichiarativa 2026, l'IRES premiale non è più solo una previsione normativa, ma una realtà operativa che i contribuenti devono gestire nei Modelli riservati alle società di capitali (SC), agli enti non commerciali (ENC) e al Consolidato nazionale e mondiale (CNM).

Nei nuovi Modelli Redditi 2026, la gestione dell'agevolazione richiede particolare attenzione. È stata inoltre introdotta una deroga all'art. 84 TUIR, permettendo ai contribuenti di scegliere se utilizzare le perdite pregresse prioritariamente sul reddito agevolato o su quello ordinario, al fine di massimizzare il beneficio. 

L'accesso al beneficio è però subordinato a una stretta sorveglianza delle riserve:

  • vincolo dell'utile: le società devono aver destinato a riserva (o comunque non distribuito) almeno l'80% dell'utile risultante dal bilancio 2024;
  • decadenza: il beneficio si perde se tale quota viene distribuita prima della fine del secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024;
  • nuovo Quadro RS: per consentire il controllo, è stato inserito il prospetto RS524, dove indicare l'utile totale, la parte non distribuita e gli utilizzi effettuati nel periodo di osservazione;
  • soglie di investimento: l'agevolazione è limitata a un tetto massimo pari ai costi sostenuti per investimenti rilevanti.

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e disciplinata operativamente dal DM 8 agosto 2025, rappresenta una delle novità più significative della riforma fiscale. L'obiettivo è chiaro: premiare le imprese che scelgono la strada della patrimonializzazione e della crescita reale, riducendo il carico fiscale di ben 4 punti percentuali (dal 24% al 20%) sul reddito prodotto nell'anno 2025. 

L'IRES premiale è compatibile con i crediti d'imposta per investimenti 4.0 e 5.0 e con la super-deduzione del 120% per le nuove assunzioni. Tuttavia, la norma pone un limite: il risparmio d'imposta complessivo derivante dalla riduzione dell'aliquota IRES non può superare il costo sostenuto rimasto a carico dell'impresa per gli investimenti effettuati.

I soggetti beneficiari: chi può accedere allo sconto

L'agevolazione è rivolta a una vasta platea di contribuenti IRES. In particolare, possono fruire dell'aliquota ridotta:

  • le società di capitali residenti (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.), incluse le società cooperative e di mutua assicurazione;
  • gli enti commerciali e i trust residenti che hanno come oggetto principale l'attività commerciale;
  • le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti;
  • gli enti non commerciali, limitatamente al reddito d’impresa derivante dall’eventuale attività commerciale esercitata.

Restano invece esclusi i soggetti che adottano regimi forfetari di determinazione del reddito (come la tonnage tax), le imprese in liquidazione ordinaria, quelle sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie e le società neocostituite nel 2025 (poiché prive dell'utile 2024 necessario per l'accantonamento).

Il pilastro della patrimonializzazione: l'accantonamento degli utili

La prima condizione imprescindibile riguarda la gestione degli utili prodotti nel 2024. Per accedere all'IRES premiale, l'impresa deve aver accantonato ad apposita riserva (non distribuibile) almeno l'80% dell'utile dell'esercizio 2024.

Questa riserva funge da "garanzia" della stabilità finanziaria dell'azienda e deve essere mantenuta nel bilancio per un periodo di sorveglianza che dura fino al secondo esercizio successivo (ovvero fino alla chiusura del bilancio 2026). La distribuzione anticipata di tali somme comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituire l'imposta risparmiata con l'aliquota ordinaria al 24%. È tuttavia consentito l'utilizzo della riserva per la copertura di perdite d'esercizio, senza che ciò infici l'agevolazione.

Investimenti rilevanti: soglie e tipologie

Non basta tenere i soldi in azienda; occorre investirli. La normativa richiede che una quota del reddito sia destinata a "investimenti rilevanti" effettuati tra il 1° gennaio 2025 e il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (generalmente il 31 ottobre 2026).

L’ammontare minimo dell'investimento deve essere pari al maggiore tra:

  • il 30% dell'utile 2024 accantonato a riserva;
  • il 24% dell'utile dell'esercizio 2023;
  • una soglia fissa minima di 20.000 euro.

Cosa si intende per investimenti rilevanti?

Il legislatore ha voluto collegare questa misura alla transizione tecnologica. Sono agevolabili:

  • beni strumentali materiali e immateriali nuovi compresi negli Allegati A e B della L. 232/2016 (Piano Industria 4.0);
  • investimenti legati al piano Transizione 5.0, orientati all'efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.

I beni devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato e devono rispettare i requisiti di interconnessione per tutto il periodo di sorveglianza.

Il vincolo occupazionale: stabilità e crescita

Il terzo pilastro dell'IRES premiale riguarda le risorse umane. L'impresa deve dimostrare un impegno su due fronti:

  • mantenimento della base occupazionale: il numero medio di unità lavorative (ULA) nell'anno 2025 non deve essere inferiore alla media del triennio precedente (2022-2024);
  • incremento occupazionale netto: è necessaria l'assunzione di nuovi lavoratori a tempo indeterminato che porti a un incremento di almeno l'1% rispetto alla media dei dipendenti a tempo indeterminato del 2024. In ogni caso, l'incremento non può essere inferiore a un'unità.

Inoltre, vige il divieto di aver fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) straordinaria o in deroga nel 2024 e nel 2025, a eccezione dell'integrazione salariale ordinaria per eventi transitori non imputabili all'azienda.

Cause di decadenza e monitoraggio

Il sistema prevede un monitoraggio rigoroso. La decadenza dal beneficio (con ricalcolo dell'imposta al 24% e applicazione di sanzioni e interessi) scatta se:

  • la riserva di utili viene distribuita prima della scadenza del biennio di sorveglianza;
  • i beni agevolati vengono ceduti a terzi o delocalizzati all'estero entro il quinto periodo d'imposta successivo;
  • vengono meno i requisiti occupazionali minimi previsti.

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Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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Stefano Mazzocchi

- Dottore commercialista e docente di diritto tributario, Università Statale di Milano

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