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Lunedì 23 febbraio - Enel, attese di mercato sul nuovo piano strategico: focus su investimenti e rendimento

Enel presenterà al mercato finanziario l’aggiornamento del suo piano strategico di gruppo, in occasione del Capital Markets Day previsto per quell’incontro con investitori e analisti. L’evento si inserisce in un momento di forte interesse per la società, dopo che i risultati preliminari del 2025 hanno mostrato ricavi complessivi in crescita a circa 80,4 miliardi di euro e un Ebitda ordinario in aumento del 2,2% su base annua, con un utile netto attestato nella parte alta della guidance tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro. L’aggiornamento del piano, atteso con grande attenzione dagli investitori, servirà a dettagliare obiettivi di crescita, linee di investimento e strategie finanziarie per i prossimi anni, con particolare attenzione alle aree core del business come reti, energie rinnovabili e soluzioni per la clientela, oltre alla gestione del capitale e alle politiche di ritorno agli azionisti. I mercati guardano con particolare interesse a possibili annunci relativi a nuovi programmi di riacquisto di azioni proprie (buy‑back) e alla conferma di obiettivi di remunerazione del capitale, in un contesto in cui il gruppo ha già realizzato operazioni significative su azioni proprie.

A Ginevra si tiene la annuale Conferenza internazionale sul disarmo

Sarà pure un ambasciatore, e come tale abituato a usare toni felpati, ma ha centrato nel segno. Leonardo Nencini, rappresentante permanente dell’Italia presso la Conferenza del Disarmo lo scorso gennaio ha parlato di senso di frustrazione tra gli Stati membri per la “persistente” difficoltà della Conferenza a svolgere pienamente il proprio mandato. Gli effetti, negli ultimi quattro anni sono un paio le guerre che lambiscono i confini della Vecchia Europa, dall’aggressione russa all’Ucraina fino al lungo conflitto israelo-palestinese. Per non parlare di aree come il Sud Sudan o gli altri focolai di conflitto che alimentano il vento del riarmo. E quindi? Oggi a Ginevra, sotto la presidenza della Mongolia, si apre l’annuale sessione dell’organismo Onu (ne riferirà all’Assemblea generale di dicembre) a cui aderiscono 65 Paesi  e che esiste (o meglio dire resiste?) dal 1979. Oggi il vento soffia contro il disarmo e la Conferenza sembra più una illusione. Una piccola luce nel buio, ma da non spegnere.  

Mercoledì 25 febbraio- Trump al Congresso: il discorso sullo stato dell’Unione tra agenda politica e clima elettorale

Oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump terrà il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione davanti al Congresso riunito nella Camera dei Rappresentanti a Washington D.C.. Si tratta della prima State of the Union del suo secondo mandato e della quarta in assoluto della sua presidenza. Tradizionalmente il presidente usa questo discorso per tracciare un bilancio dell’anno passato e presentare le priorità legislative e politiche per l’anno in corso, davanti a parlamentari, giudici della Corte Suprema e membri del governo. L’invito ufficiale è stato inviato dallo speaker della Camera Mike Johnson, che ha definito il 2025 un anno di successi da consolidare nel 2026.

In un clima politico già segnato dalle tensioni interne al Partito Democratico sulle modalità di reazione al discorso — con alcune frange che avevano minacciato proteste, anche se i leader democratici cercano ora un approccio più disciplinato — l’intervento di Trump è visto anche come un momento chiave nella costruzione del messaggio repubblicano in vista delle elezioni di medio termine di novembre, che decideranno il controllo del Congresso

Nvidia e i risultati del 2025

La bolla tech non è scoppiata. Ma i mercati rimangono sempre molto volatili e guardinghi quando si tratta di intelligenza artificiale. Secondo diversi osservatori, si sta passando da una adesione acritica a un più prudente calcolo dei rischi. Per esempio: il modello è sostenibile dal punto di vista energetico? I ritorni economici saranno all’altezza degli investimenti sostenuti? Come prezzare i rischi strutturali? Forse anche per questi motivi, la corsa sfrenata agli acquisti dei titoli tech sta rallentando. Alle tante domande oggi potrebbe arrivare qualche risposta. Da San Francisco saranno resi noti i risultati annuali (e quelli dell’ultimo trimestre) di Nvidia, la società che produce i hip indispensabili per l’Ai, diventata il simbolo di questa fase della storia economica mondiale. Il colosso fondato e guidato da Jensen Huang è sempre la prima società al mondo per valore di Borsa con 4.400 miliardi di dollari, ma la stagione d’oro dei 5 mila miliardi è un ricordo.    

Giovedì 26 febbraio – Stellantis alla prova del bilancio annale

Secondo il Financial Times, ammonta a 65 miliardi di dollari la perdita nel solo 2025 per il settore dell’automotive e della brusca inversione a U sull’elettrico. La sola Stellantis ne ha messi in conto addirittura 22 pagando l’annuncio con un crollo di Borsa (meno 25,1% a 6,11 euro) di inizio febbraio che non ha precedenti. Ma oramai è tutto il settore che si appresta a pagare lo scotto di calcoli sbagliati, incentivi che non sono arrivati, infrastrutture non ancora pronte. Altre case come Volkswagen, Volvo, General Motors stanno mettendo in conto perdite significative. Oggi Antonio Filosa, nuovo ceo di Stellanti, alzerà il velo su conti del 2025 però le sorprese saranno poche. Cancellato il dividendo per l’anno in corso e tutti i fondamentali di bilancio che volgono al brutto. L’unica buona notizia sembra arrivare dalle vendite che hanno ripreso a crescere, del 9% solo nell’ultimo trimestre. Ma la tendenza è tutta da consolidare. Intanto, nel bilancio si registrano accantonamenti per 1,3 miliardi di euro: i mercati guardano già alla data del 21 maggio quando, nell’Investor Day di Auburn Hills, saranno rese note le strategie sui brand. Non a caso l’annuncio arriverà dagli Usa, il mercato in cui è professionalmente cresciuto Filosa e quello che per Stellantis sta dando più speranze.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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