La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), con sentenza 29 gennaio 2026 (causa C-654/24), è chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità di un orientamento giurisprudenziale italiano con la clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato e con l'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
L'orientamento in esame concerne l'attribuzione della “Carta del docente”: pur muovendo dal riconoscimento dell'illegittimità dell'esclusione dei docenti a tempo determinato dal beneficio, la nostra Corte di Cassazione ne subordina il riconoscimento in via retroattiva alla permanenza dell'interessato nel sistema scolastico e, per gli ex docenti, ammette unicamente un rimedio risarcitorio gravato da specifici oneri probatori.
La CGUE afferma che tale assetto non è, di per sé, contrario al diritto dell'Unione, purché le limitazioni si applichino indistintamente anche ai docenti a tempo indeterminato in situazione comparabile e il rimedio risarcitorio rispetti i principi di equivalenza ed effettività.
Fattispecie
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